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Aerdorica: Delvecchio nuovo Amministratore Delegato

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Aerdorica
Aerdorica: si è tiunito il CdA
Aerdorica: si è tiunito il CdA

ANCONA 12 DIC.  Ieri mattina si è riunito il consiglio di amministrazione di Aerdorica Spa. Il cda ha preso atto delle dimissioni di Maurizio Tosoroni per motivi personali e professionali. Il presidente Catraro e la consigliera Massei per cooptazione hanno conferito l’incarico di amministratore delegato ad Andrea Delvecchio.

“La scelta – spiegano Catraro e Massei – in accordo con la Regione Marche, è ricaduta su un manager di comprovata esperienza e che conosce bene il Sanzio anche per la due-diligence svolta in questi mesi per conto di Novaport Italia. Una figura che potrà essere utile in particolare per i contatti internazionali e che può assicurare relazioni che compaiono in un primo abbozzo di piano industriale che il nuovo amministratore delegato ha già presentato in un primo stralcio. Siamo sicuri che con la sua guida l’aeroporto potrà puntare al rilancio nei tempi più brevi possibili, per favorire la privatizzazione dello scalo”.

“Mi metto a disposizione di un progetto che ho seguito con attenzione in questi mesi – spiega Delvecchio – che con grande entusiasmo vorrei portare avanti, per un aeroporto che ha grandi potenzialità inespresse. Partiremo con il piano che era già previsto se il percorso di privatizzazione fosse arrivato a compimento. L’obiettivo sarà quello di rendere l’azienda appetibile anche in attesa di sviluppare un bando. E’ una sfida che questo territorio può vincere”.

 

“Un passaggio cruciale – spiegano il presidente Ceriscioli e la vicepresidente Anna Casini – per permettere che l’aeroporto delle Marche diventi un punto di riferimento dell’Italia centrale che si affaccia sui Balcani. E’ proprio su questa direttrice che la nuova governance sarà al lavoro. Un’attività del cda che si concentrerà in questi mesi sia sul rilancio dello scalo che per la stesura del bando di gara per preparare la strada alla privatizzazione dello scalo”.

Come stabilito precedentemente la somma dei compensi dei tre membri del Cda non potrà superare la cifra percepita in passato dal singolo presidente (gli altri due membri del Cda essendo interni alla Regione non percepivano compenso, ndr).

 

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