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ALLEANZA COOPERATIVE, INCONTRO CON I CANDIDATI GOVERNATORI

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Aci_201ANCONA 19 MAG. – Valorizzazione del protagonismo economico e sociale delle cooperative delle Marche, sostegno al credito per favorire e far crescere gli investimenti, gestione degli appalti pubblici e leggi regionali per lo sviluppo della cooperazione, e quindi per la creazione di lavoro. Sono i quattro assi su cui l’Alleanza delle Cooperative delle Marche, il coordinamento regionale di Agci Marche, Confcooperative Marche, Legacoop Marche, ha chiesto l’impegno dei candidati governatori alla Regione Marche nell’incontro che si è svolto al Ridotto delle Muse di Ancona, a cui hanno partecipato Luca Ceriscioli, Gianni Maggi, Gian Mario Spacca e Giovanni Zinni in rappresentanza di Francesco Acquaroli. L’Alleanza marchigiana rappresenta 900 cooperative, con 350 mila soci e 24 mila persone occupate, con un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro, un sistema produttivo che ha continuato ad incrementare l’occupazione anche negli anni più bui della crisi, con una crescita media dell’8% a livello nazionale.“Il modello cooperativo è indispensabile per realizzare opportunità per i cittadini e le cittadine – hanno affermato i presidenti Stefano Burattini, Agci Marche, Massimo Stronati, Confcooperative Marche, e Gianfranco Alleruzzo, Legacoop Marche – ma è anche un metodo di lavoro tra attori economici e sociali per la messa in comune di energie, risorse e conoscenze. Le cooperative che aderiscono all’Alleanza nelle Marche sono realtà solide, sono integrate nel territorio dove creano occupazione, la principale finalità dell’agire cooperativo, e sviluppo. Per questo, a pieno titolo, pretendono che il loro ruolo sia considerato in maniera sostanziale e concreta all’interno delle politiche del nuovo Governo regionale. Ed è questo l’impegno che chiediamo a chi si candida a guidare la Regione”. Fra le priorità della politica regionale, secondo l’Alleanza cooperativa, ci deve essere un assessorato alla Cooperazione, che abbia un orizzonte di legislatura per dare continuità alle politiche cooperative, affiancato da un ufficio cooperazione adeguato, e la revisione radicale della legge 5 del 2003 per promuovere la cooperazione, con la quale tracciare un perimetro di azione che lasci la possibilità di scelte strategiche per l’allocazione delle risorse sulla base di obiettivi condivisi che possono mutare nel tempo e con una dotazione di risorse adeguata alla legge di riferimento. Aci Marche, inoltre, ritiene necessari il sostegno, con risorse sufficienti, alla legge regionale 34/2001 per le cooperative sociali d’inserimento lavorativo, che ha visto azzerati i fondi nel 2014 con l’impegno di garantirli nel 2015, ma anche alle leggi 7/2005 per la cooperazione agricola e 25/2009 per le cooperative di lavoratori da aziende in crisi. Accanto a questi interventi sono prioritari l’impegno di risorse nel sostegno degli strumenti di garanzia (Confidicoop) e finanza (Coopinvest), per renderli sempre più efficaci e adeguati alle esigenze delle imprese, un’attenzione particolare alla forma cooperativa nelle misure dei fondi strutturali europei e nella progettazione per la Macroregione Adriatico Ionica, il ripristino delle risorse di bilancio per il sistema integrato del welfare, scelta indispensabile per una regione civile e solidale, insieme alla necessità di modificare la gestione degli appalti pubblici portandola da una strategia del massimo ribasso nelle gare alla costruzione di un sistema di accreditamento per garantire servizi di qualità ai cittadini.
Il confronto con i candidati alla guida della Regione è stato occasione per lanciare nelle Marche la campagna di raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare contro le false cooperative, appena partita a livello nazionale, con cui l’Alleanza delle Cooperative chiede al Parlamento di approvare una norma con misure più severe e incisive per contrastare il fenomeno delle false cooperative, imprese che utilizzano strumentalmente la forma giuridica della cooperazione perseguendo finalità estranee a quelle mutualistiche.

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