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ALLUVIONE MARCHE, SPACCA “GOVERNO APPROVI STATO D’EMERGENZA”

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angeletti-spacca-fabrianoANCONA 28 MAG. La giunta regionale, presieduta dal presidente Gian Mario Spacca, ha deliberato di sollecitare, tramite una nota indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, la dichiarazione dello stato di emergenza per i danni dell’alluvione. La richiesta era già stata formulata subito dopo l’eccezionale ondata di maltempo che fra il 2 e il 4 maggio ha colpito le Marche. L’auspicio è che il Cdm decida a breve.
  
L’alluvione che ha devastato in particolare la zona di Senigallia ha fatto danni per 366,181 milioni di euro alle strutture pubbliche e private. La stima del disastro, con le varie tabelle, è stata trasmessa da Spacca al capo della Protezione civile Franco Gabrielli, a supporto della richiesta dello stato di emergenza. ”La situazione che si è creata – scrive Spacca – è fronteggiabille solo con mezzi e poteri straordinari”, anche se a dieci giorni dal disastro, grazie al grande lavoro svolto da tutti, ”si può dire che nelle spazi e nelle aree pubbliche non restano tracce del grave evento calamitoso”.

I danneggiamenti segnalati dai privati ammontano a 149,271 milioni e dalle attività economiche e produttive extra agricole a 60,718 milioni. Gli interventi degli enti locali per l’emergenza sono costati 6,773 milioni, mentre per ripristinare il patrimonio pubblico ci vorranno 149,417 milioni.

La giunta regionale delle Marche ha stanziato un contributo di 150 mila euro per le famiglie di Senigallia colpite dall’alluvione. La somma, ha spiegato l’assessore Luigi Viventi, è destinata ai primi interventi urgenti, come ad esempio l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. A gestire i contributi (massimo 2 mila euro a famiglia) sarà il Comune in base all’indice Isee.

Il quadro a Senigallia – “Le segnalazioni dei privati sono a oggi 3.669 – ha detto nei giorni scorsi il sindaco Maurizio Mangialardi – con circa 94 milioni di euro relativi a richiesta di danni per beni mobili e 39 per gli immobili, per un totale di 133 milioni. Le imprese che hanno presentato la segnalazione sono state 544, per quasi 30 milioni per danni a beni mobili e 16 a immobili, per un totale di 46 milioni. Il dato globale è di 179 milioni circa”. “A questa cifra – ha proseguito – si devono aggiungere 8.325.000 euro per danni a edifici pubblici, sistemazione dei corsi d’acqua, interventi di messa in sicurezza. Altri 3.625.000 riguardano spese come l’assistenza ai cittadini e ai volontari, fino allo smaltimento rifiuti. E le stime non sono ancora ultimate in quanto continuiamo a ricevere le schede. In queste voci non sono compresi poi i danni agli istituti superiori cittadini di proprietà della Provincia”. “In totale sono 1.250 le famiglie che hanno perso tutto. Sempre a oggi sono 5 mila le tonnellate di rifiuti rimossi e mille tonnellate di fango”.

Intanto si apprende che sono pronti due esposti alla Procura della Repubblica di Ancona da parte dei familiari di Aldo Cicetti, 87 anni, una delle vittime e di alcuni residenti. Ritardi nell’allarme alla popolazione, carenze nella prevenzione, negli interventi e nei soccorsi dopo la calamità sono le ipotesi d’accusa. Il procuratore Elisabetta Melotti aveva già aperto d’ufficio un fascicolo d’indagine, 

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