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ANCI e Regione, progetto su antifascismo e resistenza

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E’ stato presentato oggi in Regione il progetto “Le Marche fra antifascismo, Resistenza e Liberazione. Donne, uomini, scelte, eventi, luoghi” che coinvolgerà le scuole secondarie superiori di tutto il territorio regionale nei prossimi mesi.

Il progetto che sarà identificato anche dal logo “WW 2″, cioè World War 2°è stato finanziato dalla Regione Marche e verrà gestito dall’ANCI Marche attraverso una Piattaforma che sarà coordinata e sviluppata in collaborazione con il Comune di Grottammare come soggetto capofila. La finalità è diffondere tra i giovani la conoscenza storica dell’antifascismo e della Resistenza e di quei valori ad essi sottesi consapevolmente trasfusi nella nostra Costituzione repubblicana da donne e uomini desiderosi di edificare un’Italia nuova e democratica. Già il 14 dicembre il primo incontro con gli studenti al Liceo scientifico Galilei di Ancona.

” Può sembrare anacronistico parlare ancora oggi di antifascismo e di valori democratici – ha sottolineato Maurizio Mangialardi, presidente dell’ANCI Marche- e invece io credo vi sia la necessità proprio in questo momento storico di riaffermare i valori della nostra Costituzione, proprio dove si afferma che è antifascista. Ritengo che si debbano aiutare i giovani a capire quale battaglia è stata fatta in quegli anni in una fase come quella attuale in cui si può dichiarare di voler “schedare” alcune etnie. Un atteggiamento che produce consenso popolare ma che cancella la memoria di come si sono innescati certi fenomeni. Inoltre l’ANCI sostiene la partecipazione attiva della cittadinanza alla vita politica e sta da tempo promuovendo l’approvazione di una legge di iniziativa popolare per la reintroduzione della materia di Educazione civica nei programmi scolastici, chiunque vi può aderire scrivendo a educazionecivica@anci.it “.

 

” Vorremmo dialogare con i ragazzi – ha spiegato Lidia Pupilli, insegnante PhD in Storia Contemporanea presso la Luiss di Roma e l’Università di Bologna, vicepresidente dell’Associazione di Storia Contemporanea –sollecitandoli in momenti di laboratorio alla discussione e a lavorare insieme, declinando questo tema in chiave territoriale e rendendoli consapevoli delle lotte che quei giovani alla loro età hanno intrapreso per la libertà di tutti, mettendo a rischio la propria vita e la propria libertà. Sappiamo che i ragazzi sono molto incuriositi dalla storia contemporanea e dei luoghi in cui vivono: ebbene vorremmo informarli che nelle Marche ci furono 100 campi di internamento, talvolta propedeutici alla tradotte tedesche nei campi di concentramento, di cui i più famoso è il Campo di Servigliano. Ma altri ce n’erano , per esempio, alcuni riservati solo alle donne. E parlare di una donna marchigiana, Adele Bei di Cantiano, eletta componente dell’Assemblea Costituente poi senatrice della Repubblica, subì il carcere e il confino per le sue idee politiche.”

I valori della nostra Costituzione saranno quindi calati nel contesto marchigiano, contemplato in termini di eventi, luoghi e personalità. Il contributo offerto da questa regione all’antifascismo e al movimento resistenziale fu infatti notevole: uno dei primi fenomeni della Resistenza ebbe luogo proprio ad Ascoli Piceno nel settembre 1943, grazie alla collaborazione di civili e militari, e che protagoniste attive di questo movimento, anche nelle Marche, furono le donne, spesso ragazzine, che misero a rischio la propria incolumità e la propria vita scegliendo di essere staffette e combattenti o di fiancheggiare in vari modi l’azione partigiana. Un tributo spesso sottaciuto o non adeguatamente riconosciuto nel dopoguerra, ma prodromico alle conquiste di cittadinanza e all’irruzione nella sfera pubblica e politica.

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