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Ascoli-Pescara, Cosmi: Siamo in crescita

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Cosmi

Alla vigilia di Ascoli-Pescara Mister Cosmi, ex di turno, ha parlato così in conferenza stampa.

“Ho vissuto tante esperienze e per mentalità prendo quello che ciascuna di buono mi ha lasciato: arrivai a Pescara in una situazione particolare, c’era una rosa importante e di grande qualità, ma la squadra era reduce da sette sconfitte consecutive e quindi fui chiamato perché c’era timore di poter finire nei play out piuttosto che ai play off. Col Presidente Sebastiani ci siamo salutati in modo corretto, poi ci siamo incontrati e scontrati in campionato altre volte, anche in occasione della finale fra Trapani e Pescara per la promozione in A. I problemi interni del Pescara? Siamo l’ultima squadra che può prendere in considerazione quello che accade in casa di altri, non per snobbare i problemi degli altri, ma noi ne abbiamo di seri e dobbiamo pensare a risolvere i nostri. Ho affrontato Zeman poche volte, nonostante non siamo giovanissimi: ricordo Perugia-Napoli 1-1 coi partenopei che retrocessero quell’anno e Siena-Roma 1-3.

Clemenza? Sta meglio, non è al 100%, ma è proponibile. Bianchi? E’ uno dei giocatori che conoscevo meglio quando sono arrivato anche se non lo avevo mai allenato; nel 3-5-2 sa ricoprire per esperienza e caratteristiche il ruolo di interno e lo ha fatto bene ad Avellino soprattutto quando gli avversari si sono allungati. Carpani ha dovuto fare un altro tipo di partita, più di contenimento. Lanni-Ragni? Ho già deciso, ma prima di dare la formazione a voi giornalisti, è giusto che la sappiano i giocatori. Lanni è storicamente il titolare  e nelle gerarchie è davanti a tutti; quando ad Avellino ha giocato Ragni qualcuno ha accennato ad un avvicendamento legato al gol subito con l’Entella, mentre la scelta era dovuta al fatto che Lanni nei due giorni precedenti la gara aveva subito un infortunio che lo ha penalizzato. Ragni stava meglio di lui e faccio andare in campo chi sta bene.

 

Mogos ha avuto un incidente in allenamento e ha messo dei punti al sopracciglio, la sensazione è che possa farcela, ma qualche dubbio c’è; per il tipo che è penso che vorrà scendere in campo, quando si è fatto male, nonostante sanguinasse, non voleva neppure abbandonare la seduta di allenamento.

Il modulo? Come avevo già detto due settimane fa, da qui alla fine del girone di andata utilizzerò il 3-4-2-1 o il 3-5-2”.

 

Sull’avversario: “Il Pescara è partito con certi obiettivi, legittimati anche dalla rosa a disposizione, ma noi abbiamo dentro la voglia di dare una soddisfazione ai tifosi, alla Società e a noi stessi, i ragazzi in primis hanno bisogno di un risultato positivo. Affronteremo una squadra senza i tre quarti della difesa schierata nell’ultima partita, ma, se i nomi dei sostituti sono quelli di Mazzotta, Stendardo, Coda e Campagnaro, ho detto tutto. Inoltre rientrano Valzania, Brugman, che conosco molto bene per averlo allenato, ma ci sono anche giocatori come Balzano, Benali senza parlare degli attaccanti che esprimono grande qualità. Noi siamo reduci da due pareggi ottenuti in modo diverso; ciascuna delle due gare può lasciare delle recriminazioni, ma la squadra sta inevitabilmente crescendo e in casa abbiamo il desiderio di ottenere il massimo pur consapevoli della grande qualità che esprime il Pescara. Con l’Avellino mi è piaciuta l’ultima mezz’ora in cui siamo stati più sereni, tranquilli, abbiamo costruito giocate che avrebbero potuto portarci alla vittoria; negli ultimi 25′ abbiamo collezionato quattro occasioni con Bianchi, Mogos, Varela e l’episodio discusso del rigore su Mogos. Dobbiamo ripartire da questo, ho visto belle cose.

Allenamenti più intensi? Quando c’è un cambio tecnico è normale che i calciatori abbiano in campo maggiore attenzione  e vogliano mettersi in mostra, stanno alzando il livello di attenzione e di intensità, ma ancora non hanno visto nulla, non hanno visto dove devono arrivare. Mancano due partite alla fine del girone di andata e poi ci sarà tempo per ragionare, anche sugli avvicendamenti. Chi farà parte dell’Ascoli sarà atteso da quattro mesi di sacrifici disumani sotto tutti i punti di vista perché solo affrontando così la seconda parte di stagione si potrà centrare l’obiettivo e poi sarà tutto più bello.

Quando sono arrivato credo che la squadra fosse delusa più che sfiduciata, sicuramente consapevole delle responsabilità. Qui il calcio viene vissuto molto, c’è una passione infinita e, in virtù di questo, i calciatori si sentono maggiormente responsabilizzati e consci della delusione che hanno dato a una città e ad una tifoseria che meritano molto di più.

Qual’è la qualità della nostra rosa? Ci sono dei ragazzi che vengono dalle squadre Primavera che sono fra i migliori, ma un ragazzo per potersi esprimere ha bisogno dei risultati che qui sono mancati. In un campionato come quello di B contano molto quello in cui credi e l’avere consapevolezza. A Trapani la squadra che collezionò 73 punti era composta da giocatori che venivano dall’interregionale e altri, pochi per la verità, che provenivano dalla B”.

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