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Aziende marchigiane, saldo assunzioni-cessazioni negative nel primo semestre 2016

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ANCONA 22 LUG.  Nei primi cinque mesi del 2016, le aziende marchigiane hanno assunto 52.778 persone, il 12,2% in meno rispetto allo stesso periodo 2015.
La maggior parte dei neo assunti ha un contratto a termine (76%), il 18,3% è stato assunto con un contratto a tempo indeterminato e solo il 5,8% come apprendista.

Le trasformazioni di contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato sono state 1.433 con un incremento del 13,5% rispetto al 2015. Le trasformazioni dei tempi determinati in contratti stabili ammontano a 3.523, il 40,1% in meno rispetto ai primi cinque mesi del 2015.

Le cessazioni di lavoro sono state 40.788 con la creazione di un saldo positivo “assunzioni – cessazioni” (pari a 11.990 posti di lavoro) ma solo in termini complessivi: il saldo tra assunzioni e cessazioni per i contratti a tempo indeterminato continua ad essere negativo (-4.353).

 

Rispetto ai valori medi osservati per il Centro Italia, e per il Paese nella sua totalità, la situazione delle Marche è peculiare:
le assunzioni a tempo indeterminato si riducono ovunque ma nelle Marche la contrazione è più marcata che per la media italiana (-43,4% contro -34%)
le assunzioni a tempo indeterminato nelle Marche costituiscono una percentuale più bassa delle assunzioni totali rispetto all’incidenza rilevata nel centro Italia e in totale nel Paese (18,3% contro 24,5% e 26,2%)
lo scenario è speculare se si considerano le assunzioni a tempo determinato con i contratti a termine che nelle Marche sono il 76% del totale contro il 70,6% del centro Italia ed il 69,4% come media nazionale

<L’aspetto più preoccupante è senza dubbio il fatto che oggi, nonostante la massiccia dose di incentivi legati al contratto a tutele crescenti, la situazione è notevolmente peggiorata su tutti i versanti rispetto ai primi 5 mesi del 2014, periodo precedente all’intervento del Jobs Act di Renzi>, fa sapere Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil. Che aggiunge: < Infatti, le assunzioni a tempo inderminato nello stesso periodo del 2014 erano superiori del 10%, quelle a tempo determinato del 7% e quelle in apprendistato del 18%. Siamo, dunque, di fronte al fallimento delle politiche sul lavoro del Governo che ha scelto di incentivare a pioggia le imprese, senza distinguere tra occupazione aggiuntiva e non. I dati ci dicono in maniera incontrovertibile che ad aumentare è solo la precarietà, altro che politica per le giovani generazioni>.

 

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