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BLUE ECONOMY E TURISMO, IL MARE COME RISORSA SI SVOLTA DELL’ECONOMIA MARCHE

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IMG_3764ANCONA 13 LUG. Si è tenuto, a San Benedetto del Tronto, nell’ambito della manifestazione dedicate al pesce azzurro Anghiò, il convegno dal titolo “Blue Economy e turismo, quale possibile convergenza?” – Riflessioni sulle Marche all’Expo 2015.Un momento importante per fare il punto sulla situazione marchigiana dell’economia del mare e per guardare al futuro, in ottica Expo 2015 ma non solo. Un convegno interessante, dove i temi fondamentali sono stati la ricerca di una strategia convergente che possa spingere la Blue Economy e il mare come asse portante per lo sviluppo e l’importanza dell’Europa. In quest’ottica Anghiò rappresenta un ottimo tentativo di collegare tra loro diversi settori: pescatori, commercianti ittici, ristorazione, albergatori locali, sistema dell’agroalimentare. Molti i relatori che hanno, a turno, posto l’accento su alcuni dettagli fondamentali per trasformare ancora di più il mare in quella risorsa capace di dare una svolta all’economia marchigiana ed italiana.

Gianluca Gregori, Pro Rettore Università Politecnica delle Marche e Docente di Marketing Luiss Roma ha voluto sottolineare come quello della Blue Economy sia “uno dei pochi settori che sta crescendo, con un incremento di 24mila unità lavorative 180mila imprese operanti nelle diverse filiere ,per un valore aggiunto, sul totale, di oltre 40 miliardi: qualcosa, quindi, di molto rilevante. Le Marche, a livello nazionale, rispetto all’indice marittimo, si collocano sopra la metà, ma possiamo crescere ancora molto”.
Francesco Maria Chelli, Preside Facoltà di Economia Università “Giorgio Fuà”  ha voluto “ringraziare per questa iniziativa straordinaria, capace di accendere un faro forte sul mare. Le Marche  sono vendute come 14esima destinazione in Italia, anche se il mare sta perdendo un po’ della sua forza a favore delle città d’arte, dell’archeologia e di altre categorie di turismo come quello enogastronomico. Questo deve far riflettere sull’importanza di iniziative di questo tipo, che ci permettano di intercettare non solo il turismo interno. Le Marche hanno una straordinaria potenzialità, ma sono inserite in una nazione che ha altrettante potenzialità, concorriamo con regioni molto belle. E siamo un po’ deboli nell’attrarre gli stranieri: su 100 turisti, 84/85 sono italiani. Dobbiamo dare forza al mare e attrarre il turismo straniero”.
Uriano Meconi – Dirigente Servizio Pesca Regione Marche, ha invece posto l’attenzione sul grande impegno della Regione Marche in termini di valorizzazione del prodotto ittico. “La Regione punta molto sulla valorizzazione dei prodotti ittici, sul far conoscere la stagionalità del prodotto ittico. Nella filiera della Blue Economy la pesca è fondamentale e per questo, anche grazie all’Europa, dobbiamo aiutare le imprese del settore pesca: puntare sui giovani e sul ricambio generazionale. È importante che l’Europa creda nel settore ittico e in manifestazioni come Aghiò o in progetti come Pappa Fish che ha avuto uno straordinario successo”.
Fabio Urbinati – Assessore alla Pesca San Benedetto del Tronto, ha sottolineato come “se si lavora su progetti a braccetto con la Regione e con l’Europa i risultati arrivano. Siamo la seconda flottiglia più importante del mare Adriatico. Ma il problema è che un Paese che ha 9000 km di costa e vive intorno al mare non riesce a dare un impulso importante. Dobbiamo invertire la tendenza, parlando di cultura, tradizione ed economia del mare. Abbiamo bisogno dell’Europa. Angiò serve a testimoniare la nostra eccellenza e da questa economia dobbiamo ripartire”.
Il Sindaco di San Benedetto del Tronto Giovanni Gaspari ha ringraziato l’europarlamentare Simona Bonafè, presente all’evento: “Una presenza importante specie quando si affrontano tematiche così complesse, alle quali non è facile dare una risposta. Uno degli atti fondamentali della nostra amministrazione è stato quello di aderire nel 2006 ai Gruppi di Azione Costiera, una grande opportunità. Dobbiamo imparare a mettere a sistema il tutto, a dare centralità all’elemento mare: fare sistema è la sfida. Il nostro problema è saperci vendere, lavorare in modo organico per valorizzare tutto il sistema, puntando sulla qualità: non mettere al centro quello che piace a noi, ma quello che il turista vuole o vorrebbe vedere. Per  questo dobbiamo valorizzare il mercato ittico ed il porto”.
L’intervento di chiusura è stato affidato a Simona Bonafè, Europarlamentare: “Qui si respira davvero una grande qualità. L’idea di mettere insieme ciò che di meglio sa esprimere un territorio è vincente: cibo, cultura delle tradizioni e tutto quello che questa regione ha da offrire. Io spero che l’Europa continui ad investire in queste iniziative che debbono essere valorizzate. La domanda fondamentale che dobbiamo porci è: quale Europa vogliamo costruire? Dobbiamo dare una risposta alle esigenze della pesca, alla Blue Economy e uscire dalla retorica dell’Europa legata all’austerity. La sfida è costruire l’Europa dei cittadini, dare risposte alle imprese, e anche ai pescatori. Devono essere favorite politiche attive e di sviluppo per avere un’Europa diversa. L’imperativo dovrebbe essere garantire le condizioni per far sviluppare la Blue Economy e considerare il mare come asse strategico: così possiamo far fare uno scatto all’Europa e alle nostre economie”.

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