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CLABO SPA, UN PEZZO DI MARCHE SBARCA IN CINA

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imageANCONA 26 LUG. Clabo Spa, l’azienda jesina recentemente quotata su AIM Italia, mercato non regolamentato gestito da Borsa Italiana, apre il fronte asiatico con uno stabilimento di produzione in Cina che sorgerà a circa 150 chilometri da Shanghai. Lo stabilimento, che si insedia in un mercato quasi vergine per il gelato artigianale ma con elevati tassi di crescita (appena 600 gelaterie) sarà aperto entro la fine di quest’anno. La conferma ufficiale è arrivata ieri da Pierluigi Bocchini, ad di Clabo s.p.a, a margine dell’incontro avvenuto a Suzhou, nella provincia del Jiangsu, con le autorità locali ed i vertici del Suzhou Industrial Park, il grande parco industriale alle porte della metropoli cinese.
“Lo stabilimento – spiega Pierluigi Bocchini – occuperà all’inizio 40 – 50 addetti e sarà un nuovo sito produttivo che non toglierà lavorazioni agli stabilimenti italiani: la fabbrica di Suzhou gestirà infatti il processo di crescita dell’area e si occuperà di nuove linee di prodotto attualmente non a catalogo anche per il continente nord americano. L’anno scorso dallo stabilimento italiano sono stati esportati prodotti per circa 18,5 milioni, di cui una parte verso l’Asia.”
Quello cinese sarà il terzo stabilimento della società di Jesi, conosciuta nel mondo ma fortemente radicata al proprio territorio. La produzione iniziale riguarderà le vetrine espositive per gelato e pasticceria artigianali, oltre che per la piccola ristorazione (deli), destinate al mercato americano: gradualmente la produzione verrà incrementata fino ad assorbire il fabbisogno dell’intera area del sudest asiatico. Secondo alcune stime l’investimento potrebbe aggirarsi intorno ai 3 milioni e potrebbe vedere il coinvolgimento di Simest, la società controllata da Cassa Depositi e Prestiti che interverrebbe finanziando l’investimento anche in quota capitale fino al 49%.
Clabo conta in Cina una buona base di partenza (i dati dell’ultimo bilancio 2015 indicano ricavi superiori a 0,5 milioni di fatturato), ed è pronta ad accettare una sfida non semplice in un mercato come quello cinese dove già operano da alcuni anni almeno un paio di competitors locali.
Clabo è già presente in Cina da 3 anni e, come conferma Alvise Dina, General Manager veneziano di Clabo Shanghai International Trading, da sedici anni residente in Cina, , “conta oggi 5 dipendenti operativi nella propria filiale commerciale di Shanghai. Nel 2013 infatti la società ha costituito una propria trading company con un team completo e indipendente che comprende un proprio ufficio vendite, una struttura per il post vendita e la sezione operativa per la logistica.
Per quanto riguarda il consumo di gelato artigianale in Cina, continua Dina “sebbene sia aumentato rispetto a pochi anni fa, il mercato è ancora di dimensioni ridotte. Il consumatore cinese, seppure abbia iniziato a comprare più gelato, è ancora un consumatore inesperto, il che rende difficile identificare quali siano i suoi gusti ‘preferiti’. Molta attenzione è ancora rivolta al gelato semindustriale come Haagen Dazs o al gelato soft, ma alcuni brand di grande tradizione italiana, come Venchi, stanno già diffondendo l’immagine del prodotto italiano nel migliore dei modi.
Clabo approverà il bilancio dei primi sei mesi 2015 a fine settembre. Le previsioni parlano di vendite stabili e di marginalità in ulteriore lieve miglioramento. L’azienda jesina aveva concluso il primo semestre 2014 con ricavi a 18 milioni di Euro, l’Ebitda a 3,1 milioni ed il risultato netto a 1,2 milioni.

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