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Clandestini, lotta serrata della Questura di Ancona

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Polizia

ANCONA 26 GEN. Arrestato questa notte dalla Squadra Volante, un cittadino albanese, ricercato in tutta Europa e già espulso dall’Italia nel giugno dell’anno scorso, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione, e per reati in materia di immigrazione clandestina.

L’uomo, classe 1995, senza fissa dimora, dopo il decreto di espulsione emesso dal Questore di Milano, nel giugno 2016 aveva fatto le proprie tracce nascondendosi come un “animale ramingo” lungo la nostra Penisola.

Numerose le segnalazioni sulla sua presenza fugace e veloce in varie città italiane.

 

Il rintraccio e la segnalazione come da espellere era su tutte le banche dati delle Forze dell’Ordine che da mesi erano sulle sue tracce.

La clandestinità del ventiduenne e la sua fuga sono finite stanotte.

La Dott.ssa Cinzia NICOLINI, Dirigente delle Volanti, in questi giorni è particolarmente impegnata in controlli straordinari del territorio finalizzati anche al rintraccio di cittadini extracomunitari clandestini, pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Volanti, Squadre Speciali Antiterrorismo, Nucleo Cinofili, pattugliano 24 ore su 24 tutto il capoluogo muovendosi sinergicamente e contemporaneamente a scacchiera in modo tale da creare una sorta di “setaccio” che garantisce controlli sempre più capillari e mirati.

E grazie a questa tipologia di controlli, poco dopo la mezzanotte scattava il blitz delle Volanti in un albergo sito in piazza Rosselli dove era stata rilevata la presenza del cittadino albanese che aveva pagato una camera solo per trascorrere una notte, pronto, sicuramente a ripartire per altre città.

Una volta registrato nella struttura ricettiva, immediatamente la Sala Operativa riceveva telematicamente il nominativo dell’ospite e di lì a poco la comparazione con i dati anagrafici e i documenti utilizzati per affittare la camera dava riscontro positivo.

Gli agenti della Volante, coordinati al Dirigente D.ssa NICOLINI, si recavano in piazza Rosselli e con la scusa di un normale controllo di polizia bussavano alla porta della camera dell’albanese che non poteva credere al fatto di essere stato rintracciato.

Accompagnato presso gli Uffici della Questura veniva sottoposto al fotosegnalamento che ne confermavano le generalità, le condanne e l’espulsione dal territorio nazionale.

Dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto.

Questa mattina l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto condannandolo a otto mesi di reclusione.

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