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Confartigianato Trasporti Marche, i container devono essere pesati in porto

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Confartigianato Trasporti
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ASCOLI PICENO 3 GIU. In occasione del summit sulle infrastrutture promosso dalla Confartigianato Trasporti Marche il segretario Gilberto Gasparoni ha lanciato un appello al presidente dell’Autorità portuale di Ancona Giampieri, al direttore di Interporto Marche Paradiso ed al presidente nazionale di Confartigianato Trasporti Genedani affinchè le pesature dei contenitori prima dell’imbarco, previste dalla Convenzione Solas non coinvolga l’autotrasporto di merci che già soffre di tanta burocrazia. Nelle Marche vengono movimentati oltre 200.000 contenitori di questi circa 180.000 passano per il porto di Ancona e la preoccupazione cresce dato che l’autotrasporto non può sostenere ulteriori tempi di sosta o code per adempiere ad incombenze che possono essere affrontate da quanti riempiono i contenitori o movimentano gli stessi all’interno dei terminal portuali o ferrovieri. Infatti in questi giorni il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto (CGCCP) sta predisponendo la circolare esplicativa e di dettaglio del DG 447/2016 che ha definito le Linee guida nazionali applicative delle modifiche alla Convenzione SOLAS 74 (obbligo di pesatura dei container prima dell’imbarco sulle navi) al fine di “fornire elementi interpretativi per una piena, corretta ed armonizzata applicazione sia della RegolaVI/2 della Convenzione Solas 74.  Purtroppo, ha detto Genedani Amedeo – Presidente di Confartigianato Trasporti – “ l’autotrasporto merci non è stato coinvolto nelle sedi decisionali sul tema della “pesatura” con la negativa concreta possibilità che lo stesso sia ingiustamente gravato da incombenze non sue . Auspichiamo, pertanto che il Governo conceda lo slittamento di tre mesi come proposto dall’IMO”. In questi tre mesi l’emanando regolamento ministeriale dovrebbe definire diversi elementi tecnico – operativi tra cui l’ autorizzazione ad agire con “qualsiasi modalità di pesatura purché rispondente, in termini di tolleranze, a quelle stabilite dal Decreto Dirigenziale ”.
L’entrata in vigore del nuovo obbligo internazionale al 1° luglio trova, impreparato il mittente il quale tenterà di scaricare il problema sul vettore, che è la parte più debole della filiera del trasporto, con l’aggiunta di un oneroso servizio accessorio al trasporto della merce.   Secondo Confartigianato ci sono altri aspetti critici che devono essere risolti al fine di avere delle Linee Guida nazionali, come ad es.:  • l’ambito di applicazione dell’obbligo di pesatura, le caratteristiche degli strumenti di pesatura, i metodi per l’ottenimento del VGM. “Siamo contrari che la CGCCP valuti – caso per caso eventuali altre ipotesi di strumenti tecnici di pesatura perché ciò provocherebbe perdite di tempo, contenziosi ed ambiguità che metterebbero in forse il normale ciclo camionistico nelle aree portuali e negli interporti.”   • Deve essere previsto che la dichiarazione del VGM, possa essere contenuta, in documenti quali: ad es., nella polizza di carico, nel packing list/bolla, nella bolletta doganale o in altri documenti necessari per il trasporto, purché sia presente la firma, anche digitale, dello shipper (o della persona autorizzata dallo stesso) • Il trasportatore non dovrà essere penalizzato qualora venga rimossa parte del carico in seguito a sequestri o controlli. A tal proposito la circolare ministeriale dovrebbe fare riferimento all’osservanza della disciplina dell’indennizzo per i tempi di attesa nelle fasi delle operazioni di carico/scarico prevista dalla legge n. 127 del 2010. Su questi argomenti Confartigianato Trasporti ha già richiesto all’AP di indire uno specifico incontro per valutare le iniziative da farsi per tutelare l’autotrasporto da continue incombenze e per coordinare con tutti i soggetti interessati le azioni che dovranno essere intraprese .

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