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Coopstartup: nasce Artemista, tra upcycling e eco design

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Artemista
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FERMO 6 APR.  Interpretare l’arte dell’upcycling, ossia la capacità di ridare vita a materiali di riciclo arricchendoli di contenuti creativi e di valore, per realizzare oggetti di eco design. Nasce con questa ispirazione la cooperativa Artemista di Fermo, specializzata in produzioni artigianali, una delle sette premiate da Coopstartup Marche, la sperimentazione promossa da Legacoop Marche e da Coopfond per far nascere e crescere imprese della cooperazione capaci di tradurre l’innovazione in occupazione qualificata così da creare ricchezza e sviluppo per il territorio. I progetti vincitori sono stati selezionati fra le 23 proposte presentate per partecipare alla prima edizione del bando. Artemista ha ottenuto il riconoscimento per la sua idea di business per creare una nuova impresa, che ha già dato contatti concreti con i primi clienti. Sei i soci, Stefania Santarelli, presidente, Giovanni Tappatà, vicepresidente, che ieri hanno firmato lunedì scorso la costituzione della loro cooperativa. Ognuno con la sua specialità, dall’amministrazione alla psicologia, dall’interior design alla modellistica e sartoria alla manualità di chi produrrà gli oggetti, sarà in grado di contribuire ai progetti di Artemista, che è una cooperativa sociale di tipo B e che occupa perciò anche persone svantaggiate. “Con la tecnica dell’upcycling – spiega la presidente di Artemista, Stefania Santarelli -, vogliamo utilizzare scarti di fine produzione a chilometri zero delle aziende del nostro territorio per trasformarli in nuovi oggetti, arricchiti dalla nostra creatività e manualità. Lo stesso lavoro di rigenerazione creativa lo compiamo su mobili e complementi di arredamento trasformandoli in pezzi di design. Un altro filone di attività riguarda l’utilizzo del “legno del mare” e di altri materiali naturali che possiamo trovare sulle nostre spiagge. Abbiamo fatto un accordo con alcuni Enti locali per produrre gadget turistici proprio con queste materie”. I soci di Artemista hanno anche allo studio un progetto per proporre elementi di packaging innovativo alle aziende di moda e del calzaturiero delle Marche sempre utilizzando i loro scarti di produzione. “Elementi, come ad esempio i sacchetti per contenere le calzature – dice la Santarelli -, che possano arricchire l’offerta originale dell’impresa”. La moda, e le borse in particolare, serigrafate con disegni originali, sono state il punto di partenza di Artemista che ha già presentato le proprie produzioni, con le quali pensa di realizzare un brand, in diverse fiere in Italia. “La volontà di creare questa cooperativa – sottolinea Santarelli –  è nata dall’esperienza che abbiamo fatto io e altri soci fondatori, grazie al rapporto con la cooperativa Nuova Ricerca, in un laboratorio di un centro diurno per persone disabili. Visto il valore degli oggetti realizzati, non solo estetico ma anche in termini di sostenibilità ambientale, e soprattutto etico, abbiamo deciso di pensare ad un progetto di impresa e l’opportunità di Coopstartup Marche è stata decisiva per poterla realizzare. La scelta di creare una cooperativa è stata poi naturale visto che è una forma imprenditoriale che era già nel Dna di alcuni di noi, che permette di valorizzare il lavoro di ogni socio”.

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