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Donne e Lavoro: Welfare Non Protegge Il Mondo Rosa

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Lavoro nelle Marche
Donne e Lavoro
Donne e Lavoro

ANCONA 12 NOV. Il welfare non aiuta le donne che lavorano a far nascere e crescere i figli. Infatti, il 42,7% delle madri occupate segnala di avere difficoltà a coniugare l’attività professionale con gli impegni familiari. E per la cura dei figli si affidano soprattutto a reti di aiuto informale con il 51,4% dei bambini con meno di 2 anni accudito dai nonni, mentre il 37,8% frequenta un asilo nido. La baby sitter viene scelta come modalità di affido prevalente soltanto dal 4,2% delle madri lavoratrici. I dati emergono dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato. Confartigianato ha analizzato anche i servizi messi in campo dai Comuni marchigiani che, complessivamente, dedicano alle famiglie e ai minori il 36% della spesa totale per interventi e servizi sociali, quota inferiore alla media nazionale (40%). La spesa media pro capite dei Comuni nelle Marche per famiglie e minori è di 103 euro (valore medio italiano: 113 euro). Quanto ai dati relativi alla copertura e all’utilizzo degli asili nido, sempre elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato, nelle Marche il 15,8% dei bambini fino a 2 anni ha usufruito di questo servizio (11,9% in Italia); sempre nella nostra regione la quota di Comuni coperti dal servizio di Asilo nido, dove per tale servizio si comprendono sia le strutture comunali che le rette pagate dai comuni per gli utenti di asilo nido privati, è del 53,6% a fronte di una media nazionale del 52,7%. Nel confronto con le altre regioni italiane, si registra la copertura totale in Friuli-Venezia Giulia, segue la Lombardia con l’87,6%, l’Emilia-Romagna con l’85,3% e la Valle d’Aosta con l’85,1%. “Le donne marchigiane – sottolinea il dott. Giorgio Cippitelli Segretario Confartigianato Marche – sono sull’orlo di una crisi di … welfare. Il nostro non sembra essere un Paese per mamme che lavorano. E lo è ancor meno per le imprenditrici le quali sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti.” Sempre secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi Confartigianato sono 14.781 le imprenditrici artigiane delle Marche, -1,2% in un anno. 3.716 nella Provincia di Ancona (-1,0%), 3.568 a Pesaro e Urbino (-0,5%), 3.260 a Macerata (-1,9%), 2.369 a Fermo (-1,3%), 1.868 ad Ascoli Piceno (-1,3%). “Per conciliare lavoro e famiglia – dichiara la dott.ssa Barbara Tacconelli Responsabile regionale Confartigianato per il movimento Donne Impresa – sollecitiamo per le imprenditrici una serie di interventi: la possibilità di utilizzare voucher babysitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili; un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa; un credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare per la famiglia e per l’infanzia; sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani; l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’imprenditoria femminile”. In Italia, secondo l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, la spesa pubblica per la famiglia, pari a 16,5 miliardi, è appena l’1% del Pil. Il basso livello di spesa per la famiglia colloca l’Italia al 22° posto tra i Paesi Ue per la quantità di risorse dedicate a questo capitolo di interventi pubblici che, nella media dei Paesi europei, si attesta all’1,7% del Pil.

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