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Export Marche, difficoltà verso il mercato russo

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Export

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche, nei primi sei mesi del 2019 l’export di MPI delle Marche segna il -4,9% al confronto con i primi sei mesi del 2018, a fronte del +5,0% per l’export di MPI in media nazionale

Tra i principali mercati – sottolinea Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Imprese Marche – persiste una situazione di incertezza: crescita intensa negli Stati Uniti con il +10,8% pari a 17,7 milioni di euro in più, di cui il 79,9% è determinato dai Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature. Tale dinamica inverte la tendenza osservata nei primi sei mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 che era pari al -2,7%. Crescita anche in Giappone con il +3,2%, a fronte del -19,7% del I semestre 2018, in Albania con il +1,4%, anche se in rallentamento rispetto al +8,2% dell’anno precedente, in Francia con il +0,7%, anche se cresceva del 5,4% nel I semestre 2018, stessa intensità di crescita anche nel Regno Unito (+0,7%) invertendo la tendenza dei primi sei mesi del 2018 (-12,8%), tenuta della Spagna con il +0,2% anche se cresceva del 5,9% nel I semestre 2018.

Tra le diminuzioni più intense, segnaliamo la Russia che resta in territorio negativo con il -21,7%, pari a -26,2 milioni di euro, per il 70,0% imputabile al comparto degli Articoli in pelle, in peggioramento rispetto al -6,4% rilevato l’anno precedente; importante inversione di tendenza in Svizzera con il -20,0%, pari a -27,8 milioni di euro, per il 75,8% imputabile al comparto degli Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia), a fronte del +17,2% dei primi sei mesi del 2018, peggiora la diminuzione in Romania con il -12,3% (era -8,8% nei primi sei mesi del 2018), nei Paesi Bassi con il -9,6% (era -2,6% l’anno precedente), in Polonia con il -5,9%, a fronte del -0,5% dell’anno precedente; cambio di segno per l’export marchigiano di MPI ad Hong Kong con il -4,3%, era +3,4% nel I semestre 2018, rallenta la diminuzione in Belgio con il -2,0% (era -6,2% nei primi sei mesi del 2018), mentre si affaccia in territorio negativo la Germania con il -1,1%, pari a -2,6 milioni di euro, a fronte del +6,7% dei primi sei mesi del 2018, e la Cina con il -0,9%, era +3,5% nei primi sei mesi del 2018.



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