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Finanziamenti ai Gruppi Consiliari, Pd Per Abolirli

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ANCONA 4 DIC.  Abrogare le attuali norme sul finanziamento ai gruppi consiliari, senza più spazio per incertezze interpretative. Un ‘momento zero’ per riaprire una seria riflessione sui costi della democrazia. È da questo aspetto che muove la proposta di legge, ad iniziativa del Gruppo PD in Consiglio regionale e sottoscritta anche dalla maggioranza, che prevede l’abolizione del finanziamento ai gruppi consiliari.

“Con questa pdl, le Marche sono la terza regione a proporre l’abolizione dei contributi destinati all’attività dei gruppi politici nei consigli regionali – ha spiegato il Presidente del Gruppo PD, Gianluca Busilacchi –. Mentre altri chiacchierano, noi produciamo atti concreti. Dobbiamo ripensare le modalità di finanziamento della politica e i necessari costi della democrazia, perché l’attuale impianto normativo regionale, con grande evidenza, non è affidabile, per mancanza di chiarezza delle norme. Un caos interpretativo evidenziato anche dai giudici – ha sottolineato il Capogruppo –, dato che nella relazione di parifica sul bilancio della Regione Marche la Corte dei Conti ricorda come siamo in una situazione di ‘incertezza normativa’, in termini di interpretazione”.

Busilacchi ha, quindi, illustrato come la proposta di legge definisca la duplice natura pubblico-privata dei gruppi consiliari, essendo da un lato organi del Consiglio regionale, chiamati, quindi, a svolgere attività legislativa, di indirizzo e controllo e, dall’altro, proiezione dei partiti politici nell’Assemblea legislativa e, dunque, legittimati ad intraprendere iniziative di natura politica, in nome della rappresentanza democratica dei cittadini. È proprio il finanziamento che il legislatore nazionale riconosce ai gruppi per questa attività di iniziativa politica quello che la pdl va a tagliare.

 

“Le funzioni e gli strumenti previsti dalla legge regionale 34/1988, che regola il finanziamento dei gruppi – ha precisato Busilacchi – sono un mezzo democratico, che ha consentito ai gruppi una vita attiva, iniziative sul territorio e comunicazioni ai cittadini. E anche questo è nostro compito: raccontare in trasparenza alla comunità ciò che facciamo, portare nel tessuto sociale il lavoro che svolgiamo in Aula. Tanto che questa proposta di legge non rinuncia a tali funzioni, ma chiede che sia l’Assemblea legislativa a mettere a disposizione risorse adeguate al loro adempimento, prevedendo comunque un risparmio a disposizione di servizi per i marchigiani”.

658 mila e 750 euro è, infatti, il risparmio che tale pdl porterebbe per gli anni 2016-2020, comportando il finanziamento ai gruppi un impegno di 155 mila euro ogni anno, come illustrato dallo stesso capogruppo.

“Il Gruppo PD è protagonista di un’operazione incessante di ristrutturazione dei costi della politica – ha messo in evidenza il Vice Presidente del Gruppo, Fabio Urbinati –. Tagliare il finanziamento ai gruppi non è un’iniziativa che facciamo perché la democrazia non abbia dei costi, ma perché la politica deve adeguarsi ai tempi e occorre un nuovo assetto normativo, che non lasci spazio a dubbi di interpretazione. Ci troviamo, inoltre – ha aggiunto Urbianti – ad affrontare difficoltà legate al fatto che i partiti non hanno più il finanziamento pubblico. Il PD su queste tematiche sta mettendo in campo dei fatti concreti; per aprire una discussione bisogna prima dare l’esempio. Altri partiti, a tutti i livelli politici, non stanno facendo lo stesso”.

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