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Fondi Tpl, Sciapichetti replica al M5S

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Tpl Marche

Per entrare nel merito di quanto sia efficiente il servizio di Trasporto Pubblico Locale nelle Marche e di quanto riceva dallo Stato per il suo funzionamento rispetto alle altre Regioni, occorre basarsi su elementi oggettivi, senza facili demagogie”. Lo afferma l’assessore regionale ai Trasporti Angelo Sciapichetti, in risposta alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal senatore del Movimento 5 Stelle Giorgio fede.

“È vero – prosegue l’assessore – il sistema regionale dei trasporti si regge con il trasferimento di risorse, in termini pro capite, più basso d’Italia, circa 65 € ad abitante contro i 95 € della media nazionale. Lo ritengo molto iniquo ed al limite dell’incostituzionalità. Se il sistema regge è proprio perché ha raggiunto un livello di efficienza molto elevato e non disperde nulla delle poche risorse che ha. Sono molto grato agli addetti ai lavori marchigiani ed ho una grande stima di tutti i lavoratori che ogni giorno a bordo dei bus fanno il massimo. Non lo dico io che siamo efficienti, lo dicono esperti e studi importanti, lo dice il MEF ad esempio. Lo dimostra il fatto che quando si stabilì di quantificare il riparto del Fondo nazionale sulla base della spesa storica, prima del 2013, la Regione Marche ha ottenuto così poco, ovvero spendevamo poco perché virtuosi e poco ci hanno dato. Siamo una regione dove si registra una delle più alte velocità commerciali, dove le percorrenze svolte da ogni autista è di massimo rispetto, per questo va detto grazie in primis agli autisti.  Negli ultimi anni la Regione si è battuta molto per risalire questa china e nell’attesa di trovare maggiore equità, ha sostenuto il settore con pesanti contributi gravanti sul proprio bilancio. La Regione ora sostiene il settore con circa il 20% di risorse regionali aggiuntive oltre a quello che riceve dallo Stato, altre Regioni ci mettono zero. Questo mi sembra già indicativo.

Personalmente ho superato la fase dei lamenti fini a se stessi, non serve a nulla. Ci proviamo ad ogni occasione, pur essendo una piccola Regione. Il percorso per avere un riparto del fondo nazionale più generoso, visto che il saldo per lo Stato doveva rimanere invariato, ha trovato ovviamente l’ostruzionismo di tutte le altre Regioni che avrebbero dovuto rinunciare ad una fetta della loro torta per dare qualche cosa alle Marche, tra l’altro in un meccanismo, quello di revisione del riparto, che avrebbe dovuto trovare l’intesa con tutti Governatori in sede di Conferenza Stato – Regioni. A partire dall’ultima legislatura regionale lo sforzo si è intensificato e si è lavorato più strategicamente ad una riforma complessiva del sistema. Questo stava accadendo, con la revisione delle modalità di riparto varata dal DL 50/2017 e da un Ministero dei Trasporti guidato da Delrio. Il precedente Governo nazionale è riuscito a varare finalmente, con un’intesa travagliatissima dove le Marche hanno dato molto, i tanto attesi costi standard per i trasporti. Questo meccanismo avrebbe permesso progressivamente di abbandonare il riparto effettuato con la spesa storica premiando veramente i più virtuosi in termini di efficienza e scaricando sulle Regioni sprechi, clientelismo e inefficienze di ogni sorta.

 

Purtroppo con il cambio di Governo nazionale tutto ciò si è arenato e non si riesce a capire che direzione sta prendendo il nuovo esecutivo. Ai parlamentari di maggioranza che ora strillano, vorrei chiedere perché il Ministero a guida Toninelli non sta portando avanti la riforma che è prevista dalla Legge. Che fine hanno fatto i decreti attuativi che dovevano iniziare ad applicare i costi standard già da quest’anno per il riparto del Fondo? Ai parlamentari di maggioranza suggerisco di rileggersi l’art. 27 del DL 50/2017 e il DM 157/2018 firmato da Graziano Delrio. Che fine hanno fatto? E’ quindi colpa della Regione se non si attuano i costi standard e si rimane con la spesa storica?

Noi siamo per attuare detta riforma, altre Regioni ovviamente no, in ogni caso vorrei chiedere ai parlamentari quale è la posizione dell’attuale ministero sul tema. Come Regioni abbiamo chiesto ufficialmente per almeno tre volte un incontro al Ministro a partire dall’estate scorsa, tutto tace. Vi chiedete ancora perché c’è la massima cautela nel partire con le nuove gare in Regione Marche? A casa mia prima di fare una spesa si guarda quanto c’è sul conto corrente, ma in questo caso il cassiere non risponde. Non parliamo di noccioline, il costo del sistema è enorme e non sostenibile dai bilanci regionali, almeno secondo il modello attuale di fiscalità.

La Regione sta facendo molto con quello che può, nonostante i terremoti, nonostante le incertezze finanziarie e normative. Per fare alcuni esempi un piano di investimenti per il rinnovo del materiale rotabile che non ha eguali, 45 milioni complessivi per arrivare a togliere dalla circolazione tutti i bus fino all’euro 2, sostituendo quasi un quinto di tutta la flotta regionale. Ci siamo concentrati oltre che sulle risorse statali, non sempre facilmente utilizzabili, anche su quelle regionali del POR che avrebbero potuto essere destinate diversamente. Sta partendo anche un’altra stagione di investimenti per il miglioramento dell’accessibilità al servizio, come la messa in sicurezza delle fermate e le dotazioni per il rifornimento dei mezzi. Sul fronte delle tecnologie innovative sono stati previsti dalla Regione quasi 4 milioni di euro per implementare il sistema di bigliettazione elettronica regionale, per oltre 7 milioni d’investimento in accordo con i gestori dei servizi. In ultimo sulle politiche di agevolazione tariffarie, ricordo che il bilancio regionale mette a disposizione circa 4 milioni di euro ogni anno per tutelare le categorie deboli”.

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