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Fondi Ue, Comi ad Altidona “Dobbiamo Sentirci più Europei”

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Francesco Comi segretario regionale del PD

foto_Francesco ComiFERMO 13 SET.  Metti uno chalet in riva al mare, una sera di metà settembre e il rumore delle onde in sottofondo. Metti un nutrito gruppo di esponenti PD, locali, regionali e nazionali che incontrano i cittadini e dibattono di fondi europei, innovazione e sviluppo di un territorio. È questa la ricetta vincente dell’iniziativa #cenademocratica organizzata ieri sera a Marina di Altidona, nei locali del ristorante Giò Mare, che ha unito riflessione politica e convivialità.

All’evento, organizzato dal circolo PD di Altidona-Campofilone-Pedaso e introdotto dal relativo segretario Paolo Praolini e da quello del PD provinciale di Fermo, Paolo Nicolai, hanno preso parte il senatore e membro dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, Francesco Verducci, la vicecapogruppo PD alla Camera dei Deputati, Alessia Morani, l’assessore regionale alle politiche comunitarie, Manuela Bora, il consigliere regionale Francesco Giacinti e l’agronomo ed esperto in fondi europei, Alfio Bagalini, moderati da Paolo Concetti, dello stesso circolo PD promotore del dibattito. Per le conclusioni del confronto è intervenuto il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi.

Al centro della riflessione, dunque, l’Europa, le grandi opportunità di cui è portatrice e l’importanza di percepirne la presenza anche sul territorio. “Per costruire una vera Europa – ha detto Comi – occorre sviluppare il senso di cittadinanza europea, in termini di appartenenza culturale, progettuale, di prospettiva comune. Questo presuppone un salto di qualità culturale. In un mondo, infatti, sempre più piccolo, perché più raggiungibile e vicino – ha spiegato il segretario –, si deve superare la logica locale e particolare, raccogliendo la sfida del mettersi in rete e della visione di sistema. Dobbiamo pensare in grande”.

 

Un riferimento, nelle parole del numero uno del PD Marche, anche alla necessità di formazione sull’utilizzo dei fondi europei. “Altro salto di qualità – ha detto, quindi, il segretario Comi – dobbiamo farlo in relazione alla classe dirigente, perché ha bisogno di crescere sul piano tecnico dell’europrogettazione, che è un tassello fondamentale per poter cogliere e rendere tangibili le opportunità che l’Europa offre”.

Poi un salto sul piano delle recenti dinamiche, politiche e non solo. “Due sono le grandi preoccupazioni che ho in questi giorni. Una – ha detto Comi in maniera leggera – è che mio figlio ha la febbre perché ha fatto il vaccino e dorme poco. E pure io! L’altra – ha ammonito con più serietà – è che sono tante e impegnative le sfide che aspettano alla giunta Ceriscioli, perciò serve un partito attento e meno distratto da inutili polemiche personalistiche”.

Quindi, il segretario ha improntato un ragionamento più generale, sull’azione e sull’atteggiamento del Partito Democratico Marche. “Se l’affidabilità e la serietà si misurano con il raggiungimento di obiettivi politici condivisi e collettivi, noi siamo affidabili e seri – ha detto perentorio il segretario –. Abbiamo, infatti, vinto le elezioni, abbiamo ottenuto uno tra i risultati migliori d’Italia, abbiamo portato stabilità di governo, con oltre il 50% dei consiglieri a maglia PD e abbiamo garantito il cambiamento, con Ceriscioli alla guida della Regione. Se invece – ha proseguito Comi – qualcuno intende per affidabilità e serietà la capacità di assicurare carriere politiche personali e garantire percorsi individuali, allora siamo completamente inaffidabili, niente affatto seri e hanno ragione a criticarmi”.

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