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Geologi delle Marche, A Portonovo Frana di Età Romana

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Chiesa Portonovo sulle Alture
Chiesa Portonovo sulle Alture

ANCONA 29 SET.  “A Portonovo c’è una grande frana avvenuta in età romana, e la sua tipica forma a ventaglio è dovuta alla deposizione delle rocce franate dal Monte Conero e che si sono accumulate ai piedi del versante nord-est del promontorio. Il grande deposito che ha “invaso” l’antica baia di Mezzavalle e creato la “spianata” retrostante la spiaggia ricca di piccoli rilievi e depressioni tipici dei depositi franosi”. Lo ha affermato Andrea Pignocchi , Presidente dei Geologi delle Marche. Proprio nel territorio marchigiano saranno numerosi gli eventi organizzati per la Settimana del Pianeta Terra , la più grande kermesse di promozione delle geo – scienze che mai sia stata realizzata in Italia , voluta , ideata e creata solo ed esclusivamente dai due ricercatori italiani : Silvio Seno dell’Università di Pavia e Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino  . Sette giorni, dal 18 al 25 Ottobre  in cui sarà possibile visitare Musei di Scienze della Terra , partecipare a 150 geo – escursioni in tutta Italia a conferenze diurne e notturne . Gli eventi saranno ben 237 in 180 località.

 

Nelle Marche una frana risalente all’epoca romana.

 

“Si tratta di una frana di tipo complesso, causata in parte dal processo di scalzamento al piede prodotto dal moto ondoso. L’intera baia che va dalla spiaggia di Mezzavalle  – ha proseguito Pignocchi – a quella di Portonovo è interessata da numerose frane di più piccole dimensioni, di cui attualmente, la più importante è formata dal crollo di grossi massi dalla porzione superiore della falesia” .

 

 

Una geo – risorsa .

“Da tali fenomeni franosi sono nati due cordoni di spiaggia  che hanno dato origine ai due laghi costieri della zona: Lago Grande e Lago Profondo – ha continuato Pignocchi – i quali delimitano rispettivamente il lato Nord e il lato Sud della grande frana di Portonovo.

La riviera del Conero è uno dei luoghi più incantevoli della costa adriatica italiana.

 

Con la Settimana del Pianeta Terra saremo sulla “spada di roccia”. Un monumento naturale risalente al Messiniano ( 5 milioni di anni fa !)

 

“E’ uno dei monumenti naturali che si ha l’occasione di vedere sia dalla spiaggia che dal promontorio : lo Scoglio del Trave, una “spada di roccia” che taglia il mare dalla spiaggia verso il largo! In realtà si tratta di un rarissimo esempio di molo naturale di epoca Messiniana (circa 5 milioni di anni fa)  – ha proseguito Pignocchi – costituito dalla Formazione geologica dell’Orizzonte del Trave che si distende verso il largo per circa 450m dal versante meridionale di Monte dei Corvi. Si tratta di una fitta alternanza di sottili strati arenatico-siltosi, grigio scuri e di strati calcareo-marnosi giallastri con abbondanti resti fossili. Questa roccia si è formata in un epoca in cui il mare era molto basso, in un bacino solo saltuariamente collegato con il mare aperto. L’erosione marina ha eroso in maniera selettiva il promontorio lasciando a nudo solo questo scoglio in quanto la sua natura litologica è più resistente di quella delle rocce adiacenti. La sua importanza non è solo paesaggistica! L’Orizzonte del Trave viene utilizzato come limite tra due epoche geologiche: il Messiniano e il Pliocene (5 Ma).

 

Alla nostra destra avremo lo Scoglio della Vela , noi saremo al centro, alla nostra sinistra troveremo lo Scoglio del Trave”.

 

I Faraglioni dell’Adriatico 

“Un altro esempio delle bellezze da ammirare è lo Scoglio della Vela, uno dei faraglioni presenti in tutta la costa del Conero. Questo scoglio è costituito dalla Formazione geologica della Scaglia Rossa  – ha concluso Pignocchi – e anch’esso si è formato per erosione selettiva delle rocce più tenere circostanti. La Vela presenta inoltre un solco, una insenatura scavata alla base della roccia che viene definita “solco di battente” ed è stato realizzato dal moto ondoso attuale e ne indica il livello marino.

Questi sono solo pochi esempi di cose da vedere e apprezzare a pochi passi dal mare! Quando le frane e l’evoluzione geologica e gemorfologica producono scenari di assoluta bellezza paesaggistica”.

 

 

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