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I falsi colpiscono 4500 imprese nelle Marche

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Sono 4.541 le imprese artigiane delle Marche  attive nei settori maggiormente esposti alla contraffazione, il 39,6% di tutte le imprese artigiane attive del manifatturiero, quota che colloca la nostra regione al 2° posto in Italia (media nazionale 25,6%) dietro alla Toscana (47,5%). Delle oltre 4.500 imprese, il 92,6% sono imprese artigiane attive nella filiera della moda.

L’analisi è dell’ufficio studi di Confartigianato che rileva anche il dettaglio provinciale: 1.672 sono le imprese artigiane attive nei settori maggiormente esposti alla contraffazione in provincia di Fermo, 1.161 a Macerata, 737 ad Ancona, 615 a Pesaro-Urbino e 356 ad Ascoli Piceno.

Nelle 4.541 imprese artigiane attive nei settori maggiormente esposti alla contraffazione delle Marche lavorano 20.613 addetti, il 39,4% degli addetti nelle imprese artigiane attive del manifatturiero, 2° posto in Italia (25,4%). Sono 7.795 gli addetti a Fermo, 5.396 a Macerata, 3.421 ad Ancona, 2.721 a Pesaro-Urbino e 1.281 ad Ascoli Piceno.

 

Per Confartigianato, sottolinea il presidente di Ancona- Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini, la tutela della qualità manifatturiera made in Italy e la lotta alla contraffazione sono impegni prioritari. Il mercato dei falsi rappresenta una grave minaccia per 95.000 piccole imprese con 475.000 addetti e l’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, a subire i maggiori danni dalla contraffazione. Per questo condividiamo gli obiettivi della proposta di legge per contrastare la contraffazione e istituire un marchio 100% per cento made in Italy.

Confartigianato dà giudizio positivo sull’iniziativa parlamentare, in particolare per quanto riguarda l’inasprimento delle sanzioni per i reati di contraffazione e di frode, auspicando anche il rafforzamento dell’azione di controllo da parte delle Forze dell’ordine.

Confartigianato, sottolinea il segretario Generale di Ancona – Pesaro e Urbino Marco Pierpaoli, ritiene che per un efficace contrasto della contraffazione e per una effettiva tutela della indicazione d’origine dei prodotti, la strada maestra da seguire sia l’armonizzazione della regolamentazione a livello europeo. In proposito, auspica che la nuova legislatura del Parlamento europeo porti finalmente a termine il tormentato percorso di approvazione del regolamento sulla tracciabilità dell’origine dei prodotti, il cosiddetto “Made in”. Solo in questo modo sarà possibile fornire un’adeguata tutela del made in Italy, evitando tutte le possibili censure sul contrasto tra le normative nazionali e la disciplina comunitaria ed in particolare con il principio di libera circolazione delle merci.

In merito all’istituzione del marchio 100% Made in Italy, Confartigianato suggerisce di verificarne la compatibilità con i principi comunitari ed evidenzia la necessità di coordinamento con le disposizioni del sistema di etichettatura obbligatoria.

Secondo Confartigianato, inoltre, insieme alle attività di controllo e repressione, sono indispensabili attività di corretta informazione e sensibilizzazione dei consumatori sui danni della contraffazione in termini economici, e di minaccia alla salute e alla sicurezza.

 

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