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IBERNAZIONE E RESURREZIONE. LA 134 UNA BAMBINA THAI

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Ibernazione
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SCOTTSDALE. 18 APR. C’è chi non si rassegna alla morte con la speranza un giorno di sconfiggerla e si affida all’ ibernazione sperando di compiere una vera e propria resurrezione.

Non si tratta di un’arte mistica o spirituale, bensì di una speranza, non si sa quanto concreta, ma una speranza acquistabile a prezzi tutt’altro che modici (al costo di 200.000 dollari).

Parliamo dell’ ibernazione, termine scientifico crionica, che sta prendendo sempre più campo. Attualmente di sono due centri specializzati negli Stati Uniti, nel Michigan ed in Arizona, mentre un terzo è in Russia con le prenotazioni che superano quota 2mila.

 

La procedura d’ ibernazione apparentemente è semplice. Il corpo viene immerso a testa in giù in un contenitore di azoto a 196 gradi sotto lo zero. Qui le funzioni vitali vengono progressivamente ridotte con il battito cardiaco e la respirazione che rallentano, così come ilmetabolismo e la temperatura corporea si abbassa con la persona che viene conservata nella speranza che tra cinquant’anni oppure tra due secoli la scienza li possa far rivivere.

Tra le duemila persone che hanno prenotato l’ ibernazione, ovvero la loro speranza per l’immortalità, c’è anche un italiano, un imprenditore morto a 75 anni e che già da due anni attende nel suo contenitore d’azoto.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

Ultima fra le 134 persone che sono state ibernate, la più giovane, una bambina thailandese di nemmeno tre anni.

Sono stati i genitori di Matheryn Naovaratpong, una bimba affetta da una forma tumorale incurabile al cervello. Loro hanno preso la decisione lo scorso gennaio, riferisce il sito della Alcor Life Extension Foundation, il centro in Arizona che ha seguito il caso.

La bimba aveva un ependiloblastoma, un tumore molto raro che, nonostante le cure, oltre 12 interventi e decine di cicli di radio e chemioterapia, era arrivato a interessare l’80% dell’emisfero sinistro.

“Quando è diventato chiaro che Matheryn aveva solo pochi mesi di vita – si legge in un comunicato dell’ Alcor – visto l’attuale livello delle cure mediche insufficiente a tenerla in vita, i genitori hanno completato tutti gli step per la sua criopreservazione, inclusa la crioprotezione del cervello”.

Internet: www.alcor.org

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