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INAUGURATO IL NUOVO MUSEO DELL’EMIGRAZIONE A RECANATI

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09_12_2013_MuseoEmigrazione (6)ANCONA 10 DIC.  Un viaggio nella memoria dell’emigrazione marchigiana, narrato con tecnologie innovative, dove le immagini ricostruiscono un realtà virtuale che consente di rivivere situazioni e luoghi lontani nel tempo.

È un tuffo nel passato, con gli occhi del presente, quello che il visitatore assapora varcando la soglia del Museo dell’emigrazione marchigiana, lungo un percorso, su più livelli espositivi, che ricostruisce contesti con sorprendete attualità. Il Museo è stato inaugurato ieri, a Recanati, dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata delle Marche. È ospitato nei locali dei Musei civici di Villa Colloredo Mels che hanno accolto anche i lavori del Consiglio dei marchigiani all’estero. “È un museo vissuto, che fa parte della nostra storia e che ci impegna a guardare il futuro con speranza – ha detto il presidente Spacca – È una sfida che ci viene lanciata e che dobbiamo cogliere, partendo dalle tante storie di sofferenza che qui vengono raccontate. Ricordarle in un momento come questo non è banale, perché se i nostri nonni hanno dovuto affrontare queste storie con coraggio, determinazione, responsabilità e sono riusciti a costruirsi una prospettiva e un futuro, la stessa cosa possiamo fare noi in questo momento di difficoltà, non paragonabile a quello che loro hanno vissuto, per trovare un po’ di più di vitalità, di coraggio e di determinazione per vincere la sfida che abbiamo innanzi”. Il percorso proposta dall’esposizione, ha detto, ci ammonisce che “nella vita non bisogna perdere la speranza, di saper sempre affrontare le difficoltà anche quando sono grandi, facendo forza sulla leva rappresentata dalla dignità e dalla determinazione della nostra gente che ha saputo costruire altrove quello che non riusciva a trovare nella propria terra” Al nostro Paese, ha continuato il presidente, “manca il coraggio. Siamo agli ultimi posti come indicatore di vitalità, perché ci manca la voglia di migliorare e siamo caduti in una fase di rassegnazione”. Certamente non aiutano, ha evidenziato, “otto anni consecutivi di crisi economica, sei anni consecutivi di recessione. Come Regione, per i mancati trasferimenti statali, abbiamo dovuto operate tagli per un miliardo di euro nel bilancio regionale. Proprio per questo l’esperienza che il museo propone non è banale, ma un faro che offre spunti e riflessioni per osare, per essere protagonisti del proprio domani, come hanno fatti i nostri nonni, passo dopo passo, senza mai perdere la speranza. Nel museo viene certamente raccontata una storia di sofferenza, di dolore, ma una storia vissuta dalle persone con dignità, avendo ben chiaro che il futuro va costruito e mai subìto”. Obiettivo del Museo, ha concluso il presidente Spacca, è quello di “rafforzare il senso di comunità, partendo dai tanti corregionali che hanno affrontato lunghi viaggi e ricostruito una vita per dare un futuro a se stessi e ai propri figli. I marchigiani non sono soltanto quelli che risiedono nella regione. I marchigiani sono tutti quelli che amano la loro regione, che sono distribuiti nel mondo e che possono dare un contributo per la crescita e lo sviluppo delle attività della comunità regionale nel suo insieme. Noi abbiamo bisogno di tante nuove opportunità, soprattutto in un momento in cui queste possibilità nascono nel mondo. I marchigiani nel mondo, quindi, possono essere ambasciatori di opportunità per la nostra regione”. Secondo il presidente del Consiglio dei marchigiani all’estero, Emilio Berionni, “il museo rappresenta un punto di congiunzione tra il nostro passato e il nostro presente. Quanto sin ora era confinato tra gli affetti personali e famigliari, con l’esposizione al pubblico assume un’evidenza storica e una dimensione sociale. I marchigiani hanno depositato, in questo luogo, un pezzo del loro vissuto, una parte dei loro sentimenti. Ma il museo proietta anche uno sguardo verso il nostro futuro: l’ultima sezione dà spazio alle associazioni dei marchigiani nel mondo, a quella parte della comunità delle Marche che vive in altri contesti del Pianeta e che si sta impegnando per aiutarci a uscire dalla crisi”. Berionni ha poi letto un messaggio di saluto inviato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha rivolto un “caloroso saluto e un augurio” per la cerimonia di inaugurazione della sezione museale dedicata all’emigrazione marchigiana.

L’allestimento del Museo dell’emigrazione marchigiana è stato curato da ETT s.pa. azienda leader in Italia nella progettazione e realizzazione di percorsi museali multimediali. Sono stati predisposti ambienti innovativi, in grado di far vivere esperienze coinvolgenti. Un primo livello racconta il contesto generale dell’emigrazione attraverso nove ambienti: la decisione di partire, la preparazione del viaggio, il porto, il viaggio in ferrovia, la miniera, le mete migratorie, l’emigrazione in genere, storie di successo, il legame tra gli emigrati e le Marche. Un secondo livello contestualizza questi aspetti alla situazione marchigiana, mentre un terzo espone materiale (oggetti e documenti, molti donati dai discendenti degli stessi emigrati) che racconta la vicenda migratoria con testimonianze dirette. Il Museo accompagna e coinvolge il visitatore attraverso un itinerario fisico ed emozionale destinato a ripercorrere la storia del fenomeno migratorio e a riannodare quei legami profondi che hanno unito e uniscono, ancora oggi, le Marche alle comunità di emigranti. “La visita – ricordano gli organizzatori – si trasforma in un’esperienza viva e vitale, dove la lezione di quanti, con tenacia e perseveranza, hanno contribuito alla crescita di tanti Paesi, sia monito per le giovani generazioni a non dimenticare le proprie radici”.

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