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L’8 MARZO FESTA DELLE DONNE. UNA RICORRENZA, MA ANCHE BUSINESS

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cotton-operaie-300x207mimosaMACERATA. 8 MAR. Le origini risalirebbero al 1908, quando, nell’inverno, un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le condizioni in cui lavoravano.

Dopo alcuni giorni di conflitto con le maestranze, l’8 marzo il proprietario, per ritorsione, bloccò tutte le porte di uscita dello stabilimento. Quel giorno scoppiò un incendio che uccise 129 di loro arse dalle fiamme.

Fu Rosa Luxemburg a proporre, in ricordo della tragedia, la data dell’8 marzo come giornata da non dimenticare, una giornata di lotta internazionale. In ogni caso “la festa dell’ 8 marzo” ha radici lontane; nasce dal Movimento Internazionale Socialista delle Donne, nel 1907 quando Clara Zetkin dirigente del movimento operaio tedesco organizzò con Rosa Luxemburg la prima conferenza internazionale della donna.

 

Fu nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un’ incontro internazionale della donna che venne proposto l’istituzione di una “Giornata Internazionale della donna”, anche per ricordare i fatti di Chicago.

Successivamente la giornata cominciò ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale per poi essere interrotta nel ’43. La celebrazione riprese durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra. Nacquero poi i gruppi di difesa della donna collegati al Comitato di Liberazione Nazionale che daranno origine all’ Unione Donne Italiane.

Nel ’46 proprio le aderenti dell’UDI prepararono “il primo 8 marzo nell’Italia libera”, con la proposta di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne; in quell’ occasione venne scelta la mimosa come simbolo della giornata.

Gli anni ’70 vennero caratterizzati dai movimenti femministi che si adoperarono per ottenere la parità tra uomo e donna, per il diritto al divorzio e all?aborto. Il massimo della celebrazione dell’ 8 marzo, lo si raggiunse nel ’80, con una grande manifestazione unitaria in cui confluirono tutti i movimenti femministi.
Il tutto per un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per la donna, con tanti sistemi di governo, pi? volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l’obiettivo dell’emancipazione e della liberazione delle donne.

Oggi verrà, in vari modi, celebrata l’ 8 marzo con il suo simbolo, la mimosa.

Ma il ramo di mimosa farà felice le donne? C’è chi lo rifiuterà, c’è chi lo accetterà con il sorriso.

A sorridere saranno senz’altro i florivaisti e se il maltempo ha causato una diminuzione della produzione, i prezzi sono leggermente aumentati (fino a 15 euro). Il giro di affari si aggira oltre i 38 milioni di euro.
Senza contare il resto, circa quattro milioni di mazzi di fiori, almeno un milione le cene al lume di candela da consumare in coppia e quelle innumerevoli fatte fra sole donne con esclusione dei maschi o con spettacoli vari.

Messaggini via cellulare, si aggirano sui 30 milioni senza contare gli auguri via e-mail e tutto questo in barba alla crisi.
Ma allora, oggi, si tratta veramente della “Festa della Donna” o di un qualcosa che ha il sapore di un’operazione commerciale?

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