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Manovrina, risorse insufficienti per le Province marchigiane

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Fondi sviluppo e coesione

ANCONA 22 LUG.  Dal Viminale arriva la ripartizione degli aiuti da 350 milioni messi in campo per gli enti di area vasta delle Regioni a Statuto ordinario dalla legge di conversione della «manovrina» (articolo 4 del DL 50/2017).

Le tranche sono due: 180 milioni sono assegnati anche per «tenere conto dell’esigenza di garantire il mantenimento della situazione finanziaria corrente», come recita la norma di riferimento, mentre gli altri 170 sono espressamente dedicati alla «manutenzione della rete viaria di competenza delle Province».

Per questa ragione, la distribuzione del secondo contributo, come specifica una nota tecnica diffusa dallo stesso ministero dell’Interno, è stata costruita tenendo conto per l’80% dei chilometri lineari di strade gestite da ogni ente, per il 10% in base ai chilometri di strade montane e per l’ulteriore 10% seguendo il criterio demografico.

 

Ripartizione contributo fra le Province marchigiane per il mantenimento :

Ancona 1.001.636 contributo anni 2017 – 2018 e 445.171 contributo anno 2019 ;
Ascoli Piceno 1.323.827 contributo anni 2017 – 2018 e 588.367 contributo anno 2019 ;
Fermo 978.508 contributo anni 2017 – 2018 e 434.892 contributo anno 2019 ;
Macerata contributo 1.754.493 contributo anni 2017 – 2018 e 779.775 contributo anno 2019 ;
Pesaro Urbino 1.803.922 contributo anni 2017 – 2018 e 801.743 contributo anno 2019 ;

 

 

Ripartizione contributo fra le Province marchigiane per manutenzione della rete viaria :

 

Ancona 1.866.596 contributo anno 2017 ;
Ascoli Piceno 1.817.493 contributo anno 2017 ;
Fermo 1.404.421 contributo anno 2017 ;
Macerata 2.627.600 contributo anno 2017 ;
Pesaro e Urbino 2.569.958 contributo anno 2017 ;

Gli emendamenti al DL 50/2017 approvati alla Camera che hanno rideterminato il contributo per il finanziamento delle funzioni fondamentali delle Province e delle Città metropolitane, aumentandolo fino a 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e fino a 80 milioni per il 2019 per il mantenimento della situazione finanziaria corrente non forniscono le risposte attese e necessarie.

Infatti, lo squilibrio finanziario che caratterizza le Province, a causa dei pesanti tagli imposti negli ultimi anni, è assai rilevante. La Società Sose spa, sulla base dei fabbisogni standard, ha calcolato tale squilibrio in 650 milioni di euro per il solo 2017.

Rimane quindi una differenza ancora sostanziale per colmare il divario esistente tra risorse realmente stanziate e reali necessità per garantire servizi efficienti, funzionalità degli Enti, la manutenzione delle strade, la sicurezza dei cittadini e degli edifici pubblici scolastici, così come l’erogazione degli stipendi ai dipendenti. Situazione che si aggrava ulteriormente per gli Enti in dissesto e pre-dissesto.

Alla luce del risultato referendario e dell’art.119 della Costituzione italiana, le Province e le città metropolitane sono Enti tuttora esistenti e quindi devono continuare ad essere messi in condizione di espletare le funzioni loro assegnate.

 

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