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MARCHE, CONTINUA LA PIAGA DEGLI ABUSIVI IN SPIAGGIA

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marocchino_spiaggiaANCONA 19 LUG. Numerose sono le segnalazioni che giungono alla Confartigianato da parte di imprese oneste che vedono nelle pratiche di vendita ambulanti in spiaggia una concorrenza sleale e una scorrettezza sotto ogni punto di vista dall’evasione fiscale totale, al danno economico/occupazionale per un territorio depresso che poco riesce a fare per mantenere in attività quelle realtà produttive che ancora reggono alla crisi.

“Nel pieno dell’estate 2015 si moltiplicano – sostiene Mario Armuzzi della Confartigianato di Ascoli Piceno e Fermo – i venditori ambulanti che migrano sul litorale tra mare e vie del passeggio per proporre la propria merce a bagnanti e vacanzieri. Oggetti di ogni tipo ma in gran parte contraffatti. Pensiamo soltanto che il giro d’affari dell’abusivismo che sfrutta gli immigrati produce un giro d’affari pari a mezzo punto percentuale di Pil, lo 0,45%. La contraffazione e il commercio abusivo in Italia valgono ben 7 miliardi di euro, un traffico illegale di merci, persone ed attività che mette in ginocchio la produzione di qualità e la sicurezza dei consumatori”.
“Per questo – prosegue Armuzzi – lanciamo un forte appello ai Sindaci in primis, ai vigili urbani e alle altre forze dell’ordine preposte ai controlli affinché siano intensificati gli sforzi di monitoraggio delle coste come azione preventiva e di sequestro come azione di repressione del fenomeno. Auspichiamo altresì il coinvolgimento dei consumatori che, acquistando questo tipo di merce, alimentano un circuito criminale, un circuito fatto di illegalità e lavoro nero; ma questo è un livello culturale che richiede tempi più lunghi per essere raggiunto.”

Confartigianato lotta contro la piaga della contraffazione e della falsa indicazione di origine. Questa modalità di produzione e correlato commercio del tutto irregolare e illegale compromette le attività delle imprese manifatturiere locali, che nel contesto produttivo ascolano e fermano rappresentano una solida base economica.
Se l’Italia è il primo paese europeo per quantità di merce sequestrata, quasi 100mila sequestri tra il 2008 e il 2013 e 335 milioni di pezzi contraffatti tolti dal mercato, le prospettive rimangono nere, con le proiezioni che vogliono il fenomeno in aumento su scala globale del 74,5% nei prossimi 10 anni.

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