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MARCHE, TAGLI AI COMUNI: NEL 2014 180 MILIONI DI EURO

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Bilancio previsione 2019-21 Regione Marche approvato

soldiANCONA 19 GIU.  Nel 2014, i tagli ai Comuni marchigiani ammontano a ben 180 milioni di euro con una riduzione pari al 36,8% rispetto al 2009. In direzione opposta, come meccanismo compensativo, le entrate correnti, hanno fatto registrare, nel medesimo arco temporale, un crescita del 50% pari a 276 milioni di euro. Un impoverimento progressivo dei governi comunali che ha determinato una contrazione del 35,4% di trasferimenti ai principali stakeholders locali (famiglie, imprese e associazioni) pari ad oltre 23 milioni di euro. Il tutto malgrado gli evidenti sforzi compiuti dalle amministrazioni comunali per ridurre principalmente le spese legate ai costi della politica (-25,8%) e del personale (-10,4%). é quanto emerge dalla Nota scientifica “Taglia et impera. Comuni, famiglie e imprese nelle Marche” realizzata dall’Istituto Demoskopika che ha analizzato l’andamento delle principali risorse comunali nel periodo 2009-2014.

 

«La rilevante sforbiciata dei trasferimenti ai Comuni marchigiani – dichiara il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio – alimenta, da un lato la sindrome dell’abbandono che vivono i sindaci e, dall’altro, l’impoverimento progressivo degli enti locali.  Lo Stato taglia ai Comuni e loro tagliano ai cittadini con una preoccupante ripercussione sulle risorse destinate al welfare locale. Basti pensare che i sostegni economici ai principali stakeholder locali, imprese, istituzioni sociali e, principalmente, famiglie, hanno subìto una contrazione del 35,4% nel periodo osservato pari a oltre 23 milioni di euro. E, al danno per gli amministratori locali – continua Raffaele Rio – si aggiunge la beffa per la collettività.  La contrazione delle risorse ai governi locali ha prodotto un incremento delle entrate correnti con un conseguente inasprimento delle pressione tributaria comunale. Sindaci e amministrazioni comunali – conclude il presidente dell’Istituto Demosopika, Raffaele Rio – sono martiri della devolution. Avvertono, ora più che mai, la responsabilità di dover operare scelte spesso impopolari legate all’aumento delle tasse e delle imposte locali per poter garantire i servizi essenziali alla collettività. Il tutto in un circuito vizioso. Comuni con sempre meno risorse, famiglie con un ridotto potere d’acquisto e più tributi da pagare, imprese meno attenzionate sugli investimenti e sui finanziamenti locali».

 

 

Trasferimenti: sforbiciata da 36 milioni di euro all’anno per i Comuni. Negli ultimi cinque anni, i Comuni marchigiani hanno subìto una riduzione delle entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti pari a 179,7 milioni. Un ammontare rilevante della sforbiciata, pari al 36,8% rispetto al 2009,  malgrado sia stata inserita sotto la voce dei trasferimenti anche quella relativa al meccanismo perequativo del fondo di solidarietà comunale pari, per i municipi marchigiani, a ben 116,5 milioni di euro. I dati, elaborati dall’Istituto Demoskopika su dati Siope, si riferiscono al periodo che va dal 2009 al 2014. Il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, è un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti, in tempo reale, effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche, che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’ISTAT.

La contrazione delle risorse ha colpito, in valore assoluto, principalmente i Comuni con popolazione di ampiezza demografica compresa nella fascia tra i 20 mila e i 60 mila abitanti con ben 50,6 milioni di euro pari ad una riduzione del 33,7% e quelli tra i 60 mila e i 250 mila abitanti con una sforbiciata di 39,9 milioni di euro pari ad un -40,3% rispetto all’anno base di riferimento (2009). A seguire, i Municipi con fascia demografica tra i 5 mila ed i 10 mila abitanti con un taglio di 26,9 milioni di euro (-43,9%), gli enti comunali con ampiezza tra i 10 mila e i 20 mila abitanti (-22,8 milioni di euro pari a -36,2% rispetto al 2009). In coda, malgrado la contrazione comunque significativa, i Comuni marchigiani con popolazione tra i 2 mila e i 5 mila abitanti con un taglio di 26,1 milioni di euro (-35,5%) e i Comuni  con ampiezza demografica minore di 2 mila abitanti con una contrazione pari a 13,4 milioni di euro (-32,3%).

A livello provinciale, la situazione più rilevante, sempre in valore assoluto, riguarda i Comuni della provincia di Ancona con una sforbiciata dei trasferimenti correnti pari 56,2 milioni di euro (-36,2% rispetto al 2009) e della provincia di Pesaro-Urbino con un taglio di 47 milioni di euro (-36,6%). Seguono le amministrazioni comunali della provincia di Macerata (-38,9 milioni di euro pari a -40,9%), della provincia di Ascoli Piceno (-19,3 milioni di euro pari a -31,5%) e del territorio provinciale di Fermo (-18,1 milioni di euro pari a -37,8%).

 

Entrate: incremento del gettito per 276 milioni di euro. Per compensare il calo dei trasferimenti correnti e del fondo di solidarietà comunale, nei Comuni marchigiani si è registrato, nel 2014, un incremento delle entrate tributarie per 276,2 milioni di euro pari al 50% in più rispetto al 2009. Dagli incassi effettuati dalle tesorerie comunali ed elaborati dall’Istituto Demoskopika, si rileva che gli introiti più significativi riguardano per poco meno di 175 milioni di euro imposte e tasse, alcune nuove e altre già presenti da più tempo. Nel 2014, ben 132,2 milioni di euro sono entrate nelle casse comunali dalla TASI (58,3 milioni di euro) e dalla TARI (73,8 milioni di euro). I rimanenti 42,3 milioni di euro sono incrementi di gettito, rispetto al 2009, derivanti dall’IMU (+22,8 milioni di euro), dall’Addizionale IRPEF (+8,9 milioni di euro) e dalla TARES (+10,6 milioni di euro).

 

Pressione tributaria: 480 euro in più per famiglia. è questo l’impatto stimato dall’Istituto Demoskopika dell’incremento delle entrate tributarie comunali rispetto al 2009. Il saldo fiscale presenta un aggravio pari a 480 euro per ciascuna famiglia marchigiana. Un andamento ottenuto rapportando il numero delle famiglie marchigiane sul totale delle entrate tributarie ed extratributarie incassate dagli Enti comunali nel 2014. Un risultato che fa registrare, nell’arco temporale considerato, un aumento dell’1,7% del peso della pressione tributaria locale sul reddito disponibile familiare, quale somma dei redditi (salari, stipendi, proventi professionali o imprenditoriali, pensioni, indennità, rendite, sussidi, ecc.) di ciascun componente la famiglia al netto di imposte e contributi sociali secondo la definizione dell’Istat: il peso è passato dal 5% del 2009 al 6,7% del 2014.

 

Borsino della spesa: in calo welfare locale e costi della politica. Boom per lo smaltimento rifiuti. Ben 45 milioni di euro in meno per anziani, famiglie, minori, portatori di handicap e sostegni economici a famiglie, imprese e istituzioni sociali, circa 46 milioni di euro in meno per il personale e le spese degli organi istituzionali, ma incrementi di ben 86,3 milioni di euro per lo smatimento rifiuti e di di 21,1 milioni di euro per le utenze e per i canoni di energia elettrica, acqua e riscaldamento. è quanto emerge dal borsino della spesa comunale ideato dall’Istituto Demoskopika che ha aggregato, in dieci aree funzionali e tematiche, i numerosi codici rilevati dal Siope confrontando l’andamento delle spese nel quinquennio che va dal 2009 al 2014.

In diminuzione, nel dettaglio, le spese legate alla “Cultura, sport e tempo libero” per 20,6 milioni di euro (-40,6%), ai “Trasferimenti agli stakeholder” (famiglie, istituzioni sociali e imprese) per 23,1 milioni di euro (- 35,4%), ai “Costi della politica” per 4,8 milioni di euro (-25,8%), al “Welfare locale” per 22,5 milioni di euro (-22,3%), al “Personale” per 41,2 milioni di euro (-10,4%).

Sul versante opposto, il confronto temporale della spesa comunale risultante dai pagamenti effettuati presenta un incremento della spesa della voce “Smaltimento rifiuti” per 86,3 milioni di euro (+80,3%), delle “Utenze e canoni” per 21,1 milioni di euro (+30,2%), del “Trasporto locale” per 4,5 milioni di euro (+14,2%), della “Scuola e istruzione” per 764 mila euro (+3,4%) e, infine, delle “Spese per liti (patrocinio legale)” per 165 mila euro (+3%).

 

Crisi economica: quasi 2.700 imprese “uscite di scena”. In fumo oltre 80 mila posti di lavoro. L’andamento negativo strutturale dell’economia regionale ha prodotto il fallimento di ben 2.677 aziende dal 2009. Nel solo 2014, elaborando i dati del Cerved, le imprese che hanno dichiarato il fallimento sono state 579 con un incremento del 71,8% rispetto al 2009 quando il nero delle aziende uscite di scena era pari a 337 unità. Un trend preoccupante, ancora più evidente, se legato alla perdita dei posti di lavoro: oltre 34 mila unità occupazionali andate in fumo nell’arco temporale analizzato a cui occorre aggiungere – secondo le stime occupazionali di Demoskopika su dati Cerved – almeno altri 50 mila posti di lavoro persi poiché legati all’indotto delle aziende cessate per fallimento.

 

Bilancio familiare: consumi in calo di oltre 1.260 milioni di euro in un solo anno. Le famiglie marchigiane sono in forte affanno: in un solo anno, dal 2012 al 2013, quasi 645 mila nuclei familiari hanno ridotto considerevolmente i loro consumi di oltre 1.260 milioni di euro pari al 4,1% del prodotto interno lordo regionale. Ogni nucleo familiare ha deciso di tirare la cinghia di poco meno di 2.000 euro. Nel 2013, infatti, la spesa media mensile delle famiglie marchigiane si è attestata a 2.346 euro con una rilevante contrazione pari al 6,5% rispetto al 2012 (2.509 euro), registrando significativi cambiamenti rispetto alle abitudini di consumo. Nel 2013, poco meno di 82 mila nuclei familiari vivono in condizione di disagio economico. Una stima – si legge nella nota dell’Istituto Demoskopika – ottenuta sommando il numero della famiglie povere ricavato inferendo la percentuale dell’incidenza della povertà relativa delle Marche, individuata dall’Istat, sul numero complessivo dei nuclei familiari residenti in regione con le famiglie a rischio povertà determinato ipotizzando che nelle Marche il peso della quasi povertà sulla povertà relativa individuato dall’Istat segua l’andamento italiano.

Così facendo, il numero di famiglie a rischio di povertà nelle Marche risulterebbe pari a 27.725, che sommato ai 54.160 nuclei familiari conteggiati dall’Istat come “relativamente” poveri, porterebbe a 81.885 il numero di nuclei disagiati. In altri termini, ciò equivale a dire che circa 12,7% delle famiglie marchigiane versa in uno stato di quasi o totale indigenza socio-economica.

 

 

 

 

 

 

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