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Minaccia il cuoco per uno sguardo di troppo alla fidanzata

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Polizia

ANCONA 24 LUG.  “Per uno sguardo di troppo”: potrebbe sembrare il titolo di un film, ma invece è la sintesi di quello che è accaduto ieri sera in un ristorante della città, sito in via Flaminia, dove un cliente infastidito degli sguardi del cuoco rivolti, a suo dire, alla sua avvenente compagna non ha esitato a minacciarlo con una pistola.

La coppia entrava nel locale e mentre era intenta a scegliere le portate, l’uomo, un cittadino italiano, classe 1967 incominciava a notare che il cuoco rivolgeva degli sguardi al suo tavolo.

Sicuro che quegli occhi erano per la sua compagna, dapprima incominciava a fissare lo chef e poi gli inviava dei chiari segni a raggiungerlo al suo tavolo.

 

Il cuoco, invece, fraintendeva quei gesti e si aggiustava il cappello bianco, convinto che il cliente volesse complimentarsi di persona e pubblicamente con lui per le pietanze proposte.

Con passo sicuro e fiero, raggiungeva il tavolo dove invece trovava l’amara sorpresa: il 50enne, infatti, si alzava in piedi e tirava fuori dal suo borsello un revolver scarrellando in modo tale da avvalorare le sue minacce, mettendo il colpo in canna e urlando contro il malcapitato di abbassare lo sguardo e di lasciare in pace la sua giovane accompagnatrice, senza mai puntare l’rama contro il presunto rivale.

Provvidenziale la chiamata al 113 della Questura da parte degli altri dipendenti che oltremodo impauriti allertavano il poliziotto della Sala Operativa di quanto stava accadendo sotto i loro occhi.

In costante comunicazione telefonica il poliziotto mentre inviata sul posto tutte le Volanti di zona, cercava di acquisire ogni notizia utile per la risoluzione del caso, sincerandosi in tempo reale di quanto stava succedendo all’interno del locale.

Inutili le parole del giovane cuoco che tentava in tutti i modi di calmare il cliente cercando di fargli capire che la cucina del ristorante era stata studiata e creata apposta con le pareti in vetro trasparente per far interagire i fornelli con la sala in modo tale da tenere sempre sotto controllo lo svolgimento delle consumazioni e registrare subito l’indice di gradimento delle ricette.

Il 50enne non voleva sentire ragioni e continuava con le sue minacce in crescendo di parolacce ed improperi contro lo chef, fino a quando, accortosi che alcuni dei presenti erano al telefono, intuiva che di lì a poco sarebbe arrivata la Polizia di Stato.

Con mossa felina lasciava insieme alla sua donna il ristorante allontanandosi a bordo di un ciclomotore.

Immediatamente gli agenti delle Volanti e delle Unità Operative di Primo Intervento raggiungevano la coppia che si era rinchiusa in fretta e furia nella loro abitazione.

Dopo ripetute richieste, i poliziotti riuscivano a farsi aprire e ad entrare nella casa dove venivano identificati: da un meticoloso controllo gli agenti trovavano e sequestravano delle armi, in particolare due pistole semiautomatiche Beretta, una pistola semiautomatica Browning Buck Mark, un revolver e nr. 138 cartucce, regolarmente detenute.

L’uomo incalzato dalle domande ammetteva tutte le sue responsabilità tentando di giustificare il suo comportamento violento e aggressivo con il fatto di essere affetto da una gelosia irrefrenabile e incontrollabile.

Dopo le formalità di rito veniva denunciato per minaccia aggravata e porto abusivo di armi, atteso che lo stesso aveva solo un porto d’armi per tiro sportivo.

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