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Museo di Tutti, Primo Bilancio dell’Iniziativa

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museo di tutti
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ANCONA 5 NOV.  Pensiamo solo per un attimo a chi non può godersi la bellezza di un quadro di Guido Reni o di Tiziano perché ha un deficit visivo. Da poco tempo nelle Marche è diventato possibile,o meglio è possibile “sentire” il quadro, toccandolo, perché è stato riprodotto in bassorilievo grazie al progetto “Il Museo di Tutti e per tutti “a cui anche la Pinacoteca di Ascoli Piceno –  dove appunto sono conservati  “San Francesco riceve le stigmate” di Tiziano e “l’Annunciazione” di Guido Reni-  ha partecipato insieme ad altri 30 musei e raccolte marchigiane. La gamma dell’offerta museale è ampissima e capillare sui 5 territori provinciali: va dalle pinacoteche ai musei demoantropologici,a quelli scientifici o archeologici. A Fermo ad esempio è già stato inaugurato l’intervento che ha riguardato l’accessibilità della Sala del Mappamondo, oltre a due video guide con commento in LIS e il plastico del Palazzo dei Priori.

Il progetto, nato dalla volontà di fare del museo un luogo di aggregazione e di esperienza intellettuale veramente per tutti, senza preclusioni di barriere sensoriali o fisiche e migliorarne quindi la fruibilità, è sostenuto dalla Regione Marche con una dotazione finanziaria complessiva di 140 mila euro ed ha coinvolto i comuni di Ascoli Piceno, Macerata, Fermo e Pesaro. Coordinato dai due Sistemi Museali della Provincia di Ancona ( che ha interessato musei della provincia di Pesaro-Urbino) e della Provincia di Macerata ( anche per Fermo e Ascoli Piceno) in stretto raccordo con le diverse reti museali diffuse sul territorio regionale, “Il Museo di tutti e per tutti” si è avvalso inoltre della collaborazione tecnico-scientifica del Museo Tattile Statale Omero di Ancona che ha fatto scuola a livello internazionale per la fruizione dei capolavori artistici. Si tratta di un inedito in Italia perché è un progetto elaborato  in maniera unitaria, prevedendo dalla formazione degli operatori alla realizzazione di percorsi e strumenti innovativi dedicati ai disabili sensoriali e psicomotori. Si va dai sussidi in alfabeto braille, alla redazione di libri antichi in rilievo o modelli lignei (Fermo);  plastici in scala di edifici e aree archeologiche o di monumenti o di quadri (Ascoli Piceno e Macerata), pannelli in rilievo e manufatti in ceramica ( Pesaro). E ancora guide in alfabeto braille, percorsi tematici tattili, audioguide e videoguide anche nella Lingua dei Segni (LIS) scaricabili attraverso uno smartphon.

“ Un grandissimo passo verso la cultura dell’accessibilità – ha detto l’assessore al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni nel corso dell’incontro di oggi in Regione per fare il punto dei risultati con i tanti soggetti coinvolti – che vogliamo estendere il più possibile per costruire un più ampio circuito virtuoso. I presupposti per chiamare questo progetto una buona pratica sono tangibili e quando un’amministrazione pubblica come la Regione riesce a concretizzare l’entusiasmo, la forza di volontà e l’impegno di chi vi ha lavorato e a fare squadra con altre  istituzioni e soggetti privati l’orgoglio diventa doppio. Un esempio, quindi, unico in Italia di come un servizio culturale e sociale si possa fondere  con l’idea di servizio anche per il turismo che dovrà essere sempre più accessibile. Oggi dunque segnamo una tappa importante di un progresso sociale dei nostri territori attraverso il proprio patrimonio culturale. “

 

“ Ci fa molto piacere che il grande lavoro svolto abbia permesso di raggiungere questi risultati – ha affermato  Aldo Grassini, direttore del Museo Tattile Omero – perché è stato molto impegnativo per tutti, ma la soddisfazione che ripaga è altrettanto grande.  Ormai si sta affermando il concetto che i musei devono essere disponibili per qualsiasi tipo di pubblico, compresi i disabili. Per molti disabilità si riferisce esclusivamente all’handicap motorio, ma esistono anche disabilità psichiche e sensoriali. In questo senso le Marche sono avanti e costituiranno un modello da seguire. Pochi giorni fa proprio l’Emilia Romagna ci ha chiesto informazioni e metodi per costruire qualcosa di simile.”

Il dato da sottolineare riconosciuto da  tutti  e l’ essere riusciti a fare sistema, a lavorare in rete con tutte le realtà museali del territorio. Gli interventi restituiscono una ricchezza di contenuti  che vanno a favore di tutte le diverse categorie di utenza. Ognuno ha sviluppato linee di intervento coerenti con il patrimonio posseduto e con le esperienze e le sinergie già attivate sui rispettivi territori di pertinenza. (ad’e)

 

 

 

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