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Ospedali Riuniti di Ancona, lotta alle infinite liste d’attesa

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Ambulanza
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ANCONA 29 APR.  Dalla prima settimana di maggio e per un periodo sperimentale di due mesi, tutte le grandi macchine diagnostiche presenti nell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona lavoreranno dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana e quindi dalle ore 8,00 alle ore 20,00 di tutti i giorni da lunedì a sabato compreso.

Le prestazioni aggiuntive che verranno svolte riguardano le seguenti attività:

– Risonanza magnetica colonna e cerebrale;

 

– Tac Torace e addome;

– Risonanza magnetica ginocchio e caviglia adulti presso il Salesi;

– Ecografia del capo e collo;

– Ecografia addome;

– Ecocolordoppler dei vasi periferici;

– Mammografia fino alle ore 14,00 del sabato;

– Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici.

La sperimentazione gestionale, resasi possibile grazie all’impegno e alla disponibilità dei medici e degli altri operatori facenti parte del Dipartimento di Scienze Radiologiche diretto dal Dott. Giorgio Ascoli, permetterà di aumentare mensilmente l’offerta di prestazioni dedicate ai cittadini esterni di 550 esami pari ad oltre il 10% del totale.

Le prestazioni saranno quelle di “primo accesso” nel rispetto delle classi di priorità (B=breve, D=differibile, P=programmabile), seguendo le prenotazioni che verranno effettuate dal CUP Regionale tramite il numero verde 800 – 098 – 798 ovvero servendosi degli sportelli degli Ospedali di Torrette e Salesi.

“Oltre alla buona qualità dell’assistenza che svolgiamo – afferma il direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi – cerchiamo di corrispondere, con tangibili azioni di miglioramento, allo sforzo messo in campo dalla Regione per rendere più accessibili le prestazioni diagnostiche. Se, per le prestazioni urgenti, la presa in carico del cittadino è immediata, per le altre, i tempi di attesa sono spesso troppo lunghi. La nostra azione, come Azienda Ospedaliera, può essere primariamente quella di far lavorare a pieno ritmo tutte le macchine, fermo restando che il problema si può risolvere solo con un’azione coordinata tra chi prescrive, che deve evitare qualsiasi  prestazione inappropriata e non necessari, e chi eroga l’assistenza. I progressi, che in pochi mesi si stanno facendo nella nostra Regione, sono il segno tangibile che questa battaglia si può vincere. Se i risultati della sperimentazione saranno quelli sperati, si valuterà la possibilità di rendere stabile il livello di offerta raggiunto”.

 

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