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Pamela, questa mattina udienze di convalida. Collabora quarto indagato

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Il Tribunale di Macerata

Si è trattato di ‘un omicidio efferato’ quello di Pamela Mastropietro, la 18enne, poi fatta a pezzi, in un appartamento di via Spalato a Macerata.

Ora lo dicono apertamente gli investigatori che da oltre dieci giorni lavorano per ricostruire questa vicenda inquietante.

Nel mentre si attendono le risposte del Ris dei carabinieri che saranno decisive per fare luce sulla responsabilità dei quattro indagati nigeriani dei quali tre sono stati fermati per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio.

 

Nel mentre, il quarto indagato, rintracciato grazie ai tabulati telefonici, starebbe collaborando con gli inquirenti anche se il suo ruolo sembra marginale.

E questa mattina dalle 8.30 nel tribunale di Macerata si svolge l’udienza dove il gip Giovanni Maria Manzoni è stato chiamato per convalidare i fermi di Lucky Desmond, 22 anni, e Awelima Lucky, in carcere da sabato.

Lo stesso gip potrà basarsi su un quadro più ampio di quello disponibile dopo l’arresto di Innocent Oseghale, 29 anni, residente nella mansarda di via Spalato, fermato il giorno stesso del ritrovamento del corpo.

Il medico legale ha indicato, inoltre, dopo il riscontro sui resti del corpo di Pamela, come un colpo alla tempia e due coltellate all’altezza del fegato sarebbero stati inferti quando Pamela era viva. Proprio le due coltellate sarebbero state mortali.

Gli investigatori ritengono di aver trovato, tra i coltelli da cucina sequestrati nella casa di via Spalato, anche quello con cui sarebbe stata uccisa la 18enne.

Si attende anche l’esame istologico e l’esito degli accertamenti tossicologici per capire se Pamela avesse assunto eroina e se avesse accusato un malore.

Ieri erano stati completati i rilievi palmari e plantari dei quattro indagati, mentre l’auto del tassista abusivo camerunense è stata di nuovo oggetto di accertamenti.

Tra le ipotesi, al vaglio degli inquirenti, c’è quella di un tentativo di violenza sessuale finita male.

Infine al vaglio degli inquirenti il vilipendio sul corpo della giovane che sarebbe stato sezionato in maniera ‘professionale’, fatti che potrebbero intrecciarsi con la cosiddetta mafia nigeriana e riti voodoo.

Pamela Mastropietro in una foto di Facebook

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