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PD MARCHE, COMI “SQUADRA REGIONALE RAPPRESENTI TUTTO IL TERRITORIO”

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Francesco Comi segretario regionale del PD

foto_Francesco ComiANCONA 19 GIU.  Alla vigilia dell’incontro con i consiglieri regionali, sentito il Presidente del partito regionale, i vicesegretari regionali e i segretari provinciali, il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi, sintetizza i quattro principi intorno ai quali vanno costruiti la squadra di governo regionale del Partito Democratico e il futuro assetto istituzionale: 1) cambiamento; 2) competenza e rappresentanza di genere; 3) no alle deroghe per i terzi mandati; 4) rappresentanza di tutti i territori e pluralismo delle idee.

“La vittoria elettorale nelle Marche – spiega il segretario – è la vittoria di una coraggiosa proposta di cambiamento. Il risultato eccellente ottenuto dal Pd e dalla coalizione di centrosinistra non è il frutto della gestione burocratica di un partito, ma è il risultato conseguente di una proposta innovativa e reale di cambiamento. Non a caso, chi non ha avuto il coraggio o la forza di cambiare è stato cambiato. Nessuno dei membri del governo regionale uscente ricandidati è stato rieletto. I cittadini, in maniera chiara ed inequivocabile, hanno sostenuto la proposta più trasparente di cambiamento e hanno bocciato conservatorismi e trasformismi.

Convinto di questa necessità – continua Comi –, il Partito Democratico delle Marche ha individuato liste profondamente rinnovate e ha deliberato, in tutti gli organismi, il no alle deroghe per i terzi mandati. Personalmente, ho condiviso questa scelta prima, durante, e anche dopo le elezioni. Abbiamo detto no alle deroghe per tutti i consiglieri, convinti che ci fosse bisogno di un profondo rinnovamento; anche io ho rinunciato a ricandidarmi. Il Pd marchigiano è profondamente convinto che non si possa tradire la fiducia acquisita e il bisogno inderogabile di cambiamento.

 

Oltre a questo – sottolinea il segretario regionale –, il partito ha assunto un altro principio: che nella composizione, prima delle liste poi dell’assetto istituzionale e di governo, siano valorizzati tutti i territori e le sensibilità che animano la dialettica interna al partito, senza discriminazioni”.

 

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