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Por Fesr 2014/2020: la Regione delimita l’area di crisi del mobile di Pesaro e Urbino

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Mobili: Area di Crisi a Pesaro Urbino
Mobili: Area di Crisi a Pesaro Urbino

PESARO URBINO 30 DIC.  La Giunta regionale ha delimitato l’area di crisi del mobile della provincia di Pesaro e Urbino. Sono 30 i comuni che potranno beneficiare degli interventi previsti nella programmazione 2014/2020 del Por Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). Uno, in particolare, sostiene lo sviluppo occupazionale e produttivo nelle tre aree territoriali colpite da crisi diffusa delle attività produttive: la provincia di Ascoli Piceno, l’area del Fabrianese, l’area della provincia di Pesaro e Urbino. La delimitazione del territorio pesarese ha individuato 33 realtà che rispondono ai requisiti stabiliti: 3 comuni (Frontone, Mondavio, San Costanzo) rientrano già nell’Accordo di programma della Antonio Merloni e beneficeranno delle opportunità offerte per l’area Fabrianese. I 30 comuni del distretto del mobile che rientreranno nell’area di crisi di Pesaro e Urbino sono: Apecchio, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Fano, Fermignano, Fossombrone, Lunano, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Mombaroccio, Mondolfo, Monte Maggiore al Metauro, Montecalvo in Foglia, Monteciccardo, Montelabbate, Pesaro, Petriano, Piagge, Piandimeleto, Piobbico, Saltara, San Giorgio di Pesaro, Sant’Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Tavullia, Urbania, Urbino, Vallefoglia. “Il forte ridimensionamento del comparto del mobile in questa area, determinato dalla caduta della domanda interna – evidenzia l’assessora alle Politiche Comunitarie, Manuela Bora – ha provocato una riduzione delle imprese attive e un consistente calo occupazionale. Attraverso il Por Fesr la Regione mette in atto misure capaci di rilanciare gli investimenti delle imprese e promuovere la diversificazione del sistema produttivo, allo scopo di aumentare l’occupazione anche nelle realtà dove la forte specializzazione nei comparti tradizionali, che risentono maggiormente dei cali dei consumi interni, ha contribuito ad aggravare la situazione di crisi”. L’individuazione dei comuni è avvenuta sulla base di alcuni indicatori statistici che hanno pesato le variazioni percentuali degli occupati tra il 2009 e il 2013 e delle unità lavorative tra il 2009 e il 2015 nel comparto del legno e del mobile.

 

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