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Post Sisma, inaugurata Chiesa di Sant’Eustachio a Belforte del Chienti

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Il presidente della Regione Marche ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della Chiesa di Sant’Eustachio di Belforte del Chienti messa in sicurezza dopo il sisma

“Restituire una chiesa è il più bel regalo di Natale che si possa fare ai cittadini perché è un luogo d’incontro che esclude l’isolamento, dove la comunità si ricostituisce, Il dono più prezioso è quello dello stare insieme, delle proprie radici e della propria storia. Il sindaco (Paoloni come del resto tutti gli altri sindaci interessati dal sisma) ha agito con determinazione, impegno e devozione perché ha subito provveduto a realizzare un’ordinanza che mettesse in sicurezza questa bellissima chiesa e tutto il suo patrimonio culturale, perché – tra le tante cose fatte – ha da subito provveduto. Come diceva l’ arcivescovo Massara bisogna stare in mezzo alle comunità e insieme ci incontreremo nell’anno nuovo con l’obiettivo di poter attuare quella concordia istituzionale che tanti risultati e tanti frutti può dare alla comunità intera”.

Così questa mattina è intervenuto il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli durante la cerimonia di inaugurazione la Chiesa di Sant’Eustachio di Belforte del Chienti dopo la celebrazione della messa da parte dell’arcivescovo Francesco Massara

 

La chiesa di S. Eustachio è ricordata almeno dal 1218, ma le sue forme attuali risalgono al XVII-XVIII sec. dopo il terremoto del 1741. Se all’esterno non presenta strutture particolarmente notevoli, all’interno l’edificio custodisce alcune opere di grande interesse: tra cui una statua lignea cinquecentesca di S. Sebastiano, due tele cinquecentesche, una delle quali firmata e datata da Durante Nobili da Caldarola, allievo di Lorenzo Lotto, una Santa Lucia del pittore ginesino Domenico Malpiedi (prima metà del sec. XVII), e il luminoso e grandioso polittico (cm 483 per cm 323) del 1468, firmato e datato da Giovanni Boccati Complessivamente le tavole figurate ammontano a trentacinque; ad esse si aggiungono i due cartigli laterali con le iscrizioni nelle quali compaiono i nomi dei committenti e l’anno di esecuzione

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