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PSR 2014-20, L’UE PROMUOVE IL PIANO MARCHIGIANO

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Unione Europea

europa_economiaANCONA 30 LUG. La Commissione europea ha approvato il Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione Marche 2014-2020. Le Marche – insieme a Emilia Romagna, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Lombardia, Umbria e Molise – saranno tra le prime regioni ad avere disponibili i fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale) per il proprio territorio: si tratta di 538 milioni di risorse pubbliche da utilizzare entro il  2020. Per l’effettiva attivazione del programma, e quindi per consentire l’utilizzo delle risorse, è necessaria la sua definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale e l’avvio dei successivi bandi. “Sono risorse importanti che consento di programmare lo sviluppo delle Marche nel prossimo settennio – commenta il presidente Luca Ceriscioli – Quelle europee sono le uniche disponibilità certe sulle quali sarà possibile predisporre investimenti strutturali a favore delle zone rurali. Rappresentano un’opportunità da valorizzare, con una progettualità orientata alla crescita dei territori”. “Il risultato è particolarmente positivo, alla luce della complessità della programmazione di questa politica, evidenziata dalle tante osservazioni pervenute ai programmi di sviluppo rurale da parte della Commissione europea – evidenzia il vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Anna Casini – Il proficuo lavoro di negoziato con gli uffici della Commissione ha consentito alla Regione Marche, in pochi mesi, di risolvere le questioni sospese, portando a casa l’approvazione insieme alle principali regioni italiane del Centro-Nord”. Le risorse del Psr Marche sono così distribuite: oltre 211 milioni di euro sono indirizzati alla competitività delle aziende agricole e alle filiere alimentari, quasi 218 milioni di euro alla tutela delle risorse ambientali e degli ecosistemi, apromuovere l’adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione e la gestione dei rischi, quasi 95 milioni all’inclusione sociale e allo sviluppo economico delle aree rurali. Di particolare rilievo il sostegno al ricambio generazionale, con un premio che va dai 50.000 ai 70.000 euro assegnato ai giovani che si insediano per la prima volta  in un’azienda agricola, cui viene offerta anche l’opportunità di accedere, in via privilegiata, a un “pacchetto” di altre misure, come la misura 4 che sostiene gli investimenti aziendali e ha una dotazione complessiva di 122 milioni di euro. Un notevole rilievo, anche finanziario, viene assegnato al sostegno all’agricoltura biologica  che, attraverso la misura 11, può contare su 80 milioni di euro.

Attenzione, nell’ambito della tutela dell’ambiente, viene assegnata anche alla salvaguardia del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e delle alluvioni, con l’attivazione di interventi integrati su scala territoriale,  denominati “accordi agroambientali d’area”, nelle aree dove più elevato è il rischio. Per quanto riguarda lo sviluppo economico delle aree rurali (interventi Leader), una peculiarità del programma regionale è l’importanza assegnata alla programmazione effettuata dagli enti locali che potranno attivare, attraverso Progetti integrati locali, azioni nell’ambito del turismo, della cultura, dei beni ambientali, dei servizi, dei prodotti tipici. Il Psr concorre, sempre nell’ambito dell’approccio Leader, anche all’attuazione della strategia a sostegno delle aree interne, insieme agli altri fondi comunitari. Di particolare rilevo le risorse assegnate allo sviluppo della banda ultra larga: 22 milioni di euro destinati ai comuni delle aree rurali in digital divide.

 

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