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RIORDINO PROVINCE MARCHE, INCONTRO A ROMA CON IL GOVERNO

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Province Marche

province_marcheANCONA 14 APR.  Nell’ambito dei confronti bilaterali promossi dal Governo con le Regioni, in merito all’attuazione della legge 56/2014 (riordino delle Province), si è tenuto, la settimana scorsa, un incontro fra il dipartimento degli Affari regionali della presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Marche (presenta con il vicepresidente della Giunta regionale), con la partecipazione dei rappresentanti del Dipartimento per la funzione pubblica e dei tecnici degli Osservatori nazionale e regionale. Nel corso della riunione è stata presa in esame la legge regionale di riordino n.13/2015, approvata dall’Assemblea legislativa delle Marche il 31 marzo scorso e ne è stato valutato l’impatto organizzativo e contabile. In particolare, sono state analizzate le stime dei contingenti di personale delle Province soprannumerario e di quello da ricollocare, sulla base dei dati censiti al 31 dicembre 2013. A tale data i dipendenti provinciali nelle Marche erano 2.163. Di questi, 1.081 i dipendenti addetti alle funzioni fondamentali destinati a permanere in Provincia, 494 dipendenti destinati al trasferimento in Regione insieme alle funzioni non fondamentali, 368 i dipendenti destinati a transitare ai nuovi soggetti istituzionali competenti in materia di mercato del lavoro, 19 gli addetti ai Corpi di polizia provinciale. Il rimanente personale soprannumerario, da collocare mediante mobilità presso le amministrazioni statali nel territorio, i Comuni e la Regione, è di 201 unità. L’esiguità del numero di personale effettivamente da ricollocare dà assicurazione sull’effettiva possibilità di garantire il posto di lavoro a tutto l’attuale personale delle Province. Peraltro, all’interno delle 201 unità non sono state scomputate quelle interessate all’applicazione del prepensionamento, per cui il numero potrebbe essere ulteriormente ridotto. Ai fini organizzativi, saranno avviati contatti istituzionali con le Prefetture, in modo da favorire e monitorare i programmati percorsi di mobilità. Saranno inoltre definiti, presso l’Osservatorio regionale, i criteri per la mobilità del personale, tenendo conto della delibera-tipo proposta proprio dalla Regione Marche e condivisa dalle altre Regioni.

 

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