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Salvataggio Banca Marche, Federconsumatori “Caso Aperto”

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Banca Marche
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ANCONA 27 NOV.  “In queste ore, molti si affrettano a dichiarare chiusa la vicenda della Banca delle Marche. Per quanto ci riguarda, il caso non è chiuso e faremo il possibile per mantenerlo aperto: i 43000 azionisti che si sono visti azzerare il valore delle loro azioni non sono tutti uguali. “

E’ quanto dichiara Gianni Santori, presidente della Federconsumatori Marche a proposito della vicenda Banca Marche. “Il salvataggio dell’istituto – continua Santori – si è realizzato azzerando il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate sulla base del presupposto che chi investe su questi titoli lo fa a proprio rischio. Questo è vero come, però, è altrettanto vero che chi vende questi titoli lo deve fare accertando se il “profilo di rischio” dell’acquirente è adeguato al titolo che viene venduto e fornendo le informazioni corrette; in molti casi queste due condizioni non sono state rispettate”.

Un esempio? Dice Santori: “Quella che chiameremo la signora Maria, pensionata ottantenne che ha sempre investito i propri risparmi in BOT, un bel giorno si reca in banca per rinnovare i titoli in scadenza e si sente proporre da quella che da sempre è la “sua” banca, la Banca delle Marche, un investimento in azioni della banca stessa. Titoli sicuri, che potevano essere trasformati in qualsiasi momento, proposti da quella che i marchigiani considerano una vera e propria “istituzione” e che, ad una vecchia cliente come la signora Maria, non avrebbe mai proposto titoli spazzatura. La signora Maria, come ha sempre fatto, firma un “pacco” di carte che la banca gli sottopone e se ne va tranquilla. La signora Maria non sa che il suo profilo di rischio è incompatibile con il titolo che gli è stato venduto, che alcune importanti informazioni le sono state taciute… ma tanto è. Fino a quando non sente strane voci sulla sua banca che non è più così solida come credeva ma… Allora si reca in banca per vendere questi titoli così facili da vendere ma non ci riesce. E qualche giorno fa si sente dire che le sue azioni non valgono più nulla.Ecco, noi riteniamo che il caso della signora Maria non possa dirsi chiuso e, aldilà degli aspetti tecnico-giuridici che stiamo valutando insieme alla Consulta Giuridica della Federconsumatori nazionale, pensiamo che una soluzione a questi casi, tutt’altro che isolati, si debba trovare”.

 

Così come la Federconsumatori non ritiene chiusi i casi di correntisti che sono stati invitati a trasformare in obbligazioni subordinate giacenze di conto corrente

Quanto alle prossime iniziative, come associazione, prosegue Santori, “siamo intenzionati a sviluppare tutte le azioni necessarie a tutelare il piccolo azionista che si è trovato nelle condizioni della signora Maria. Quando diciamo questo non ci riferiamo solo alla via giudiziaria ma anche ad iniziative che affrontino il tema da un punto di vista più generale e per via negoziale”. E ancora: “ E’ interesse della nuova banca nascere sulle macerie di una vicenda che ha intaccato pesantemente l’immagine dell’istituto? La Nuova Banca Marche è indifferente alla necessità di ricostruire un rapporto deteriorato con una parte importante della propria clientela? Le istituzioni marchigiane sono interessate a sviluppare un’opera che faciliti la soluzione di casi come quelli che prima descrivevo? Sono domande che rivolgiamo a tutti i nostri interlocutori , nuova Banca Marche, Regione Marche, parlamentari marchigiani che saranno chiamati a discutere la trasformazione del decreto, ai quali nei prossimi giorni chiederemo appositi incontri”.

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