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SANITA’ MARCHE, SPESA AI LIVELLI DEL 2008

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ospedale sanità

ospedale sanitàANCONA 10 LUG.  La 12° commissione Igiene e Sanita’ del Senato ha concluso l’indagine conoscitiva, avviata nel 2013, sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un documento, approvato all’unanimità, di analisi politica ed  economica della realtà sanitaria del Paese, nel quale trova autorevole conferma quanto da tempo la Funzione Pubblica CGIL va sostenendo.

 

Il nostro SSN è stato oggetto di numerosi interventi di contenimento ed “efficientamento” della spesa, ma non è riuscito a porre la giusta attenzione all’esigenza di rinnovamento che i nuovi bisogni di salute dei cittadini e le trasformazioni della medicina richiedono.

 

 

Soprattutto gli ultimi anni di continua rincorsa al rispetto dei vincoli di finanza pubblica e dei budget hanno messo in crisi il sistema che è entrato in una fase di profonda sofferenza e di crisi strutturale.

 

Mentre la commissione d’indagine scrive, “di lento logoramento che non può continuare ad essere ignorato e sottovalutato”, si procede imperterriti nella deleteria politica dei tagli.

Infatti, è di qualche giorno fa l’accordo della Conferenza Stato – Regioni che prevede tagli per 2,352 miliardi di euro del fondo sanitario a decorrere dal 2015 e valido anche per il 2016, tagli che riducono ulteriormente e drammaticamente le risorse per garantire beni e servizi ai cittadini.

 

In tema di personale la relazione della Commissione del Senato evidenzia che :

 

  • il personale costituisce oggi uno dei fattori di maggiore criticità del sistema sanitario nazionale in quanto oggetto del blocco totale o parziale del turn over; blocco delle procedure contrattuali; blocco della indennità di vacanza contrattuale (congelata al 2013); blocco dei trattamenti accessori della retribuzione; contenimento della spesa per il lavoro flessibile, riduzione delle risorse per la formazione specialistica dei medici ;

 

  • un insieme di vincoli che, se hanno consentito una riduzione dal 2010 al 2013 di circa 1,5 miliardi di euro (e ulteriori 700 milioni di risparmio sono già previsti per i prossimi anni), hanno anche prodotto una riduzione della capacità di risposta ai bisogni della popolazione (aumento delle liste di attesa e limitazioni dell’offerta soprattutto nella componente socio-sanitaria), un aumento dell’età media dei dipendenti (il 36% dei medici ha più di 55 anni e il 30% degli infermieri ha più di 50 anni), un incremento dei carichi di lavoro e dei turni straordinari di lavoro del personale, nonché una serie di problematiche tra cui un malessere diffuso tra gli operatori;

 

  • infine, la relazione della Commissione del Senato evidenzia che servono interventi volti a favorire il ricambio generazionale, a preservare la dotazione di personale nei servizi strategici, superare il blocco del turn over e più in generale evitare l’adozione di vincoli che producono effetti perversi, perché riducono il personale dipendente ma aumentano il ricorso a personale precario e/o a servizi esterni molto spesso più costosi a parità di attività.

 

Nelle Marche la spesa per il personale nel 2013 è tornata ai valori del 2008. Il periodo dal 2010 al 2013 ha visto una costante diminuzione come rilevabile dalla tabella di seguito riportata. La stessa Regione con la sottoscrizione del “protocollo” di data 17 febbraio 2014 ha dovuto ammettere  che i tagli operati sui livelli occupazionali e sulla spesa del personale sono stati significativi.

 

Per la FP CGIL è quindi è necessario avviare il confronto con la nuova Giunta a partire dai contenuti del protocollo del febbraio 2014.

 

Il tema dell’adeguamento delle dotazioni organiche e della stabilizzazione dei troppi precari deve tornare ad essere centrale. Quattro le  priorità che rappresentiamo al  nuovo Presidente della Giunta Regionale :

 

  1. avvio del processo di stabilizzazione dei precari con particolare riferimento alle figure professionali legate all’attività assistenziale e proroga dei rapporti di lavoro in scadenza ;
  2. copertura del turn over del personale in ogni Area Vasta e Azienda Ospedaliera ;
  3. messa a disposizione delle risorse regionali da destinare, attraverso la contrattazione decentrata, al sostegno dei processi di riorganizzazione del Servizio sanitario regionale ed all’abbattimento delle liste di attesa ;
  4. salvaguardia dei lavoratori delle cooperative sociali che operano nell’area delle fragilità sociali, dai servizi della “salute mentale” alle “dipendenze patologiche”, alla “disabilità”.

 

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