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Sisma, settore calzaturiero attacca politica

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Terremoto

FERMO 22 FEB.  I big dell’industria calzaturiera attaccano la politica: “ci ha dimenticati nonostante il terribile flagello del terremoto.” Dai produttori più giovani a quelli più consolidati il tono è univoco: “la ricostruzione non c’è, siamo stato abbandonati’.

Maurizio Croceri, CEO del gruppo Eastlab: “l’area ha subito una forte depressione e abbiamo visto molta speculazione mediatica, ma pochi fatti.” Segue il commento di Clelio Sagripanti, Presidente della Confederazione Europea Della Calzatura: “troppe volte abbiamo visto le passerelle della politica e poi le casette di legno non sono arrivate.” Aggiunge uno spunto per l’economia della zona Giampietro Melchiorri, Presidente Confindustria di Fermo: “Per la ricostruzione dobbiamo puntare e iniziare proprio dal territorio, per far ripartire subito l’economia locale.”

Concetto sottolineato da Salina Ferretti, Direttore Generale di Falc Spa: “le Marche sono un territorio bellissimo. La ricostruzione va gestita, deve aiutare a rilanciare l’area per farla rinascere: è molto sana e piena di gente molto operosa”. Anche il Presidente di theMicam e Assocalzaturifici, Annarita Pilotti, si schiera con gli imprenditori contro la lentezza e l’immobilismo di questi mesi: “lo Stato deve essere vicino alle imprese e al territorio. Dovrebbero fare un decreto, che possa agevolare. Ma come si fa a partire con appalti, con gare a tre mesi, questa è l’Italia, che ferma e paralizza.” E Roberto Botticelli, Amministratore Delegato Errebi S.p.A., cita una propria personale esperienza: “Lo Stato è latente: non si può far aspettare mesi, bisogna intervenire subito. Le zone terremotate hanno tante attività: piccole, alimentari, manifatturiere, sono state colpite, direttamente o indirettamente, tutte.”

 

Rimprovera i pochi risultati concreti anche Giovanni Fabiani, patron dell’omonima azienda di calzature: “La politica con le parole fa tanto, ma coi fatti lascia a desiderare.” Tesi sostenuta anche da Arturo Venanzi, Direttore Commerciale Calzaturificio Franceschetti: “La costruzione deve avvenire quanto prima, ma non sta avvenendo. Ad oggi, lì, non si vede nulla.” E ribadisce la gravità della catastrofe Alessia Fabi di Fabi S.p.A.: “Vederlo in televisione e viverlo, parlare di persona con chi ha perso tutto, è veramente un’altra cosa.” Da cui la necessità di un aiuto tempestivo, secondo Rodolfo Zengarini, AD del Calzaturificio Zengarini: “Chiediamo un intervento forte, veloce, serio e che sia fattivo. Mi dicono i miei colleghi dei comuni terremotati che si è visto troppo poco e con troppo ritardo, con tempi troppo lunghi.”

Gimmi Baldinini, patron dell’azienda Baldinini srl: “La politica deve interessarsi all’industria e alla gente che dà lavoro. Non complicare la vita a chi crea lavoro.” Anche per esportare, come ricorda Mario Rinaldi, Global Brand Director del gruppo Alberto Guardiani: “serve maggior sostegno alle azioni che producono e vanno all’estero, sarebbe necessaria.” E anche azioni concrete e ben pianificate, per la ricostruzione economica del territorio, come suggerisce Mauro Gabrielli, Amministratore Delegato del noto marchio Fornarina: “Ci vorrebbero maggior azioni a supporto per riportare gli inserimenti produttivi all’interno delle zone terremotate. Sicuramente è una strada che andrebbe perseguita per tutti i comparti produttivi”. Conclude il documentario dell’agenzia Klaus Davi and company lo spunto di Dino Pizzuti, Brand Manager Cult: “Siamo una regione sismica e stiamo capendo di convivere con il terremoto. Purtroppo diversi nostri clienti hanno avuto grosse difficoltà, sia per i propri negozi, che per il calo di visite, di turisti, già c’è una ripercussione. Se gli aiuti fossero più veloci, la ripresa sarebbe più rapida.”

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