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STUDIO DELL’UNIVERSITA’ SULLA GRANDE DISTRIBUZIONE. LA REGIONE VUOLE CONTENERE IL FENOMENO

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prof-gregori-unipmANCONA. 27 FEB. “Un confronto che ha rafforzato la scelta della Regione Marche di contenere il fenomeno della grande distribuzione commerciale. Analisi e dati hanno confermato come le Marche segnalino una forte presenza di questi centri e l’utilità di non prevedere nuovi insediamenti sul territorio regionale”.

È quanto afferma il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, al termine di un incontro che la Giunta regionale ha avuto con il prof. Gian Luca Gregori. Il preside della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche ha avviato un’indagine sull’evoluzione della grande distribuzione in Italia e nelle Marche.

La rilevazione si basa su fonti statistiche, pubbliche e private, che forniscono dati diversi, ma convergenti. A partire dal 2000, le Marche diventano una delle prime regioni, in Italia, per presenza di strutture della moderna distribuzione, “con conseguenti effetti rapidi e poco programmati sulla vita nei centri storici”.

 

Si tratta di una crescita esponenziale, dovuta all’evoluzione normativa, senza un complessivo coordinamento territoriale, che ha determinato anche un cambiamento nelle stesse finalità economiche dell’attività commerciale: la fonte di reddito non è più solo rappresentata dalla vendita dei prodotti, ma dalla gestione finanziaria degli incassi o degli immobili dove viene svolto l’esercizio commerciale.

Prendendo in considerazione l’evoluzione demografica e, in particolare, l’invecchiamento della popolazione, l’andamento socio-economico, l’evoluzione dei consumi e del reddito pro-capite, l’indagine segnala come sia fondamentale che “la crescita del sistema distributivo tenga conto di queste trasformazioni. È evidente che, allo stato attuale, l’apertura di ulteriori centri commerciali risulti essere, in un’ottica strategica, poco coerente con i cambiamenti già riscontrati e con quelli ipotizzabili”.

Alcuni indicatori, in particolare, sintetizzano l’enorme e rapida evoluzione del comparto nella nostra regione. L’indice di concentrazione della distribuzione moderna (libero servizio, discount, supermercati e ipermercati) – secondo la fonte Guida Nielsen Largo Consumo edizione 2012 – evidenzia che le Marche presentano un indicatore di 338 mq di superficie di vendita ogni mille abitanti, collocandosi al quinto posto in Italia, dopo Friuli, Sardegna, Umbria e Veneto (media nazionale: 283mq/1.000 abitanti).

La stessa fonte segnala che, per il dato relativo agli ipermercati, le Marche si collocano in sesta posizione, sempre in Italia, con un indicatore di 81mq di superficie di vendita ogni mille abitanti, a fronte di una media nazionale di 70mq/1.000 abitanti. Sulla base, poi, di un’indagine svolta dalla Regione Marche (in collaborazione con Confesercenti, Confcommercio, sindacati del commercio e Università Politecnica delle Marche), si riscontrano 77 grandi strutture e centri commerciali, con una dimensione media di 5.252 mq, pari a 260 mq di superficie per mille abitanti. L’indagine pone l’attenzione anche su altri indicatori che segnalano l’enorme diffusione della grande distribuzione nelle Marche. L

o studio delle “fasce isocrone” (distanze percorribili in un dato tempo) evidenzia una sovrapposizione di centri commerciali già nell’arco di 20 minuti, non solo con riferimento al territorio regionale, ma anche con quello delle regioni confinanti. Quindi, sostanzialmente, un susseguirsi di tali strutture nell’arco di pochi minuti, a seguito dell’alta concentrazione sul territorio.

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