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TARTUFICOLTURA. SOTTOSCRITTO ACCORDO TRA L’ASSAM E IL CENTRO PER LO SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE ISTRIA

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accordo-istria-marche-trtufiANCONA. 25 MAR. Oltre 100 persone e addetti ai lavori hanno partecipato al convegno “Futuro della tartuficoltura nella Regione Istria, organizzato a Buzet (Croazia) dalla Regione Marche, l’Assam, in collaborazione con la Regione Istria, la città di Buzet e il Centro per lo sviluppo rurale della Regione Istria (AZRRI). Per l’occasione è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra l’ASSAM e l’AZRRI.

“L’interesse comune – sottolinea Gianluca Carrabs, amministratore unico dell’ASSAM – è dare risposte concrete a tutti coloro che lavorano nel settore della tartuficoltura ampliando i confini e sviluppando collaborazioni utili a costruire un ponte culturale per il trasferimento del nostro know how”.

Dopo i saluti dell’assessore alle politiche comunitarie della Regione Istria, Uriano Ottocan, del presidente della Regione Istria, Ivan Jakovcic, e del sindaco della città di Buzet, Valter Flego, si sono succeduti gli interventi della direttrice dell’ASSAM, Cristina Martellini, e di Gianluigi Gregori, responsabile del Centro di Tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, che hanno presentato l’Agenzia e il Centro. In particolare, Gregori ha informato circa le modalità da utilizzare per una corretta impostazione e gestione delle tartufaie coltivate; inoltre, ha fornito informazioni e criteri generali, aggiornati alla luce dei risultati della ricerca e della sperimentazione, su come realizzare l’impianto di una tartufaia, come gestirlo e come mantenere la produzione costante e duratura nel tempo.

 

“La sottoscrizione del protocollo – continua l’amministratore dell’ASSAM – prevede che per cinque anni le parti si impegnano a costruire un gruppo di lavoro allo scopo di reperire risorse regionali ed europee per la presentazione e l’implementazione di progetti. Con questo accordo continua l’opera di internazionalizzazione e cooperazione territoriale in grado di intercettare risorse economiche da fondi comunitari, soprattutto alla luce delle opportunità che la Croazia potrà avere come nuovo paese dell’U.E.”.

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