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VITTORIA DI FANELLI, CHIESA APRE DIALOGO SU EUTANASIA

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Max Fanelli

MaxFanelli30042015ASCOLI PICENO 3 MAG. Grazie al senigalliese Massimo Fanelli, malato di SLA e alla sua compagna Monica Olioso, che nelle Marche e anche in Italia è stata rilanciata la battaglia politica per l’eutanasia legale e all’autodeterminazione nel fine vita.
Nonostante la sua malattia, con una mente lucidissima ma imprigionato nel suo corpo, con il sostegno di un gruppo di amici sotto lo slogan “Io sto con Max” Massimo Fanelli è riuscito con una serie di iniziative pubbliche a far conoscere il suo caso e a smuovere le coscienze. Pochi giorni fa, Max, ha anche ricevuto la visita di due parroci di Senigallia (don Giancarlo Giuliani e don Paolo Gasperini) confrontandosi con loro sul tema del fine vita; dalla foto scattata a ricordo dell’incontro con i due sacerdoti che tengono in mano le cartoline “Io sto con Max” viene da pensare ad una possibile apertura della Chiesa verso il tema dell’eutanasia legale.
Ci felicitiamo di questo successo ottenuto da Max Fanelli, sperando che questo sia l’inizio di un dibattito all’interno della Chiesa cattolica in Italia su questi temi, che la porti ad accettare anche l’eutanasia per quelle persone che trovandosi in particolari situazioni di grave malattia e di sofferenza vogliono poter autodeterminare la propria vita, scegliendo di morire con dignità e in modo legale. La Chiesa, se vuole il bene dei suoi fedeli, non deve restare prigioniera dei suoi dogmi e fondamentalismi, ma aprirsi al confronto e alle volontà dei malati gravissimi, che a causa delle loro sofferenze ritengono che la loro esistenza non sia più degna di essere vissuta.

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