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1 Maggio, gli effetti della guerra nel mondo del lavoro anche nelle Marche

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Occupazione nelle Marche: i sindacati confederali si preparano al Primo maggio.

“Al lavoro per la pace”, lo slogan scelto da Cgil-Cisl-Uil in riferimento al conflitto russo-ucraino che mette a rischio anche la ripresa economica.

“La guerra ha acuito tutti i problemi in campo – osservano i sindacati – e ha creato una condizione di grande incertezza”. “Anche nelle Marche soprattutto agricoltura, agro-alimentare, panificazione e calzaturiero sono entrati in forte difficoltà. Le misure previste dal Governo nel Def risultano troppo deboli”. Nel giorno della Festa dei lavoratori “ribadiremo con forza le nostre posizioni. Dare centralità al rispetto della dignità delle persone e al lavoro è la via maestra per dare concretezza agli ideali di libertà, giustizia e democrazia, dai quali consegue quello di pace e ai quali va ispirato ogni progetto di sviluppo, in Italia come in ogni parte del mondo”.
Il 2021 nelle Marche aveva fatto registrare un aumento della forza lavoro (+2.213 unità, +0.3%) e degli occupati (+4.746 unità, +0.8%), con una ripresa anche del lavoro indipendente (+ 1.967 unità, +1.4%). Mentre gli aspetti critici riguardavano l’occupazione femminile (-286 unità, -0.1%); il calo della forza lavoro nelle province di Ancona e Macerata e degli occupati a Macerata (-3.405 unità, – 2.71%); la contrazione importante del settore industria (-15.374 addetti) a fronte della crescita degli altri settori (agricoltura +1.112; costruzioni +13.76; commercio +1.999; servizi +15.632); la perdurante difficoltà a qualificare il lavoro dei giovani. Criticità che rischiano di acuirsi per gli effetti della guerra.

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