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Accoltellamento e possesso di droga: arresti nel pesarese

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Nell’ambito delle consuete verifiche per il contrasto dei reati in materia di stupefacenti, effettuate nelle zone maggiormente frequentate dai giovani, personale della Polizia di Stato in servizio presso questa Squadra Mobile, nel pomeriggio di ieri 6 u.s., nel piccolo parco antistante la “Casa del Popolo”, procedeva al controllo di un 19enne già noto alle FF.OO. in quanto avente a suo carico numerosi precedenti penali, da ultimo per essere stato tratto in arresto circa 20 giorni fa per detenzione ai fini di spaccio di gr.10 di cocaina.

Il predetto, nella circostanza, dopo un primo tentennamento, ammetteva di detenere dell’hascisc ed estraeva dai pantaloni un fazzoletto di carta, contenente 44 dosi di hascisc, per un peso complessivo di grammi 25 circa.

Conseguentemente il 19enne in questione veniva tratto in arresto e trattenuto presso la Questura, in attesa di essere sottoposto a giudizio con rito direttissimo, nella giornata successiva.

Nel corso dell’udienza il Giudice convalidava l’arresto e condannava il giovane alla pena di mesi 10 di reclusione e euro 1.400 di multa.

Essendogli già stata applicata la sospensione della pena in occasione della precedente condanna per la detenzione della cocaina, il Giudice non concedeva nuovamente il beneficio e in attesa della irrevocabilità dell’ultima sentenza, disponeva per l’imputato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Inoltre, nella serata di ieri personale della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile di Pesaro, a conclusione di una mirata attività di indagine, ha proceduto alla cattura del responsabile dell’accoltellamento di un cittadino moldavo, verificatosi nella notte tra sabato e domenica scorsi, durante lo svolgimento di una festa organizzata da giovani pesaresi in un’area verde ai margini di questo centro cittadino.

La dettagliata ricostruzione degli avvenimenti effettuata dagli investigatori tramite un’incessante indagine, supportata da attività tecnica, raccolta degli elementi indiziari, testimonianze dei giovani presenti, sopralluoghi, ha permesso al P.M. titolare delle indagini, di richiedere ed ottenere dal GIP, in tempi brevissimi, la misura della custodia cautelare e di conseguenza, di trarre in arresto e di condurre in carcere colui che era stato individuato come l’autore del gesto.

La cronaca ormai giornaliera di risse, litigi, accoltellamenti, spedizione punitive, tra giovani e anche giovanissimi dovrebbe stimolare un’approfondita riflessione su questa delicata fascia di età che, spesso lasciata a se stessa e senza punti di riferimento significativi, non sempre risulta in grado di ben orientare il suo stile di vita. In tale contesto l’uso smodato di superalcolici e droghe finalizzato allo sballo e al divertimento senza freni, facilita gli scontri fisici, ai quali non di rado conseguono lesioni anche gravi, se non la morte.

La festa realizzata nella notte tra sabato e domenica ha visto quali protagonisti proprio ragazzi di vent’anni che incuranti anche delle norme anticovid e di quelle amministrative in riferimento alla sicurezza dei luoghi, hanno creato una occasione di incontro proseguita e terminata bruscamente con i fatti ormai già noti.

L’attività della Volante sul posto e quella della Squadra Mobile iniziata poco dopo con l’attività investigativa, è proseguita ininterrottamente per tutta la domenica raggiungendo già dalla prima della serata l’individuazione del gruppo di soggetti di origini napoletane, costituito da 3 ventenni provenienti da Rimini.

Grazie alla tempestività dei minuziosi accertamenti e all’ascolto dei numerosi testimoni, si è giunti all’ individuazione uno dei tre ragazzi e dell’autovettura utilizzata per raggiungere Pesaro e poi per la fuga. Da questo ultimo dato si è poi risaliti anche agli altri due componenti del terzetto.

Le stesse testimonianze hanno permesso di accertare quale dei tre era stato colui che aveva estratto il coltello e colpito il giovane moldavo alla schiena. In particolare, l’autore del gesto fuggiva immediatamente dopo poiché il coltello rimaneva conficcato nella schiena per alcuni minuti atteso che quest’ultimo non riusciva ad estrarlo, vista anche la conformazione dell’arma .



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