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Area di crisi fermano-piceno, accordo di programma

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Luca Ceriscioli

La Giunta regionale, nel corso della seduta di lunedì scorso, ha approvato lo schema di Accordo di programma per la riconversione e la riqualificazione industriale (PRRI) dell’area di crisi complessa fermano-maceratese e ha deliberato la quota di cofinanziamento regionale.

“Si tratta di un atto fondamentale di questa Amministrazione – commenta l’assessore Fabrizio Cesetti – che rappresenta la fine di un percorso e l’avvio di un altro. Si conclude un processo virtuoso iniziato a maggio 2018, fortemente condiviso da Regione, Enti locali, Associazioni datoriali e Organizzazioni sindacali, impegnati nell’obiettivo comune di costruire una strategia complessiva di rilancio del territorio da proporre al Ministero dello Sviluppo economico e a Invitalia”. Al tempo stesso, annuncia l’assessore “si apre la fase più stimolante e di autentica risposta ai bisogni dell’area, quella in cui le imprese, i lavoratori, i disoccupati e i giovani sono chiamati a mettere in campo progettualità per fare nuova impresa, per riqualificare e diversificare la propria attività, per riorientare le proprie competenze in modo da ridurre la distanza dal mercato del lavoro”.  “Ingenti le risorse stanziate – continua Cesetti – la Regione integra i 15 milioni statali con altri 15 milioni tra risorse regionali, FESR e FSE. L’obiettivo è quello di offrire un pacchetto organico e integrato di strumenti e misure per il tessuto produttivo e per creare occupazione nell’area, che include 42 Comuni dei sistemi locali del lavoro di Fermo, Montegiorgio, Montegranaro, Porto S. Elpidio e Civitanova Marche, oltre ai Comuni di Tolentino e Corridonia. E si tratta di un plafond che sia Regione che MISE si sono impegnati a incrementare, se la risposta progettuale ai bandi regionali e nazionali evidenziasse un fabbisogno aggiuntivo rispetto ai fondi assegnati in partenza”.

I settori produttivi interessati dagli investimenti, in linea con quanto emerso dai risultati della call di Invitalia scaduta a settembre 2019, non saranno solo quelli delle pelli-calzature e della sua filiera produttiva, ma anche il settore turistico e quello agroalimentare “per esplorare nuove vie di sviluppo e nuove opportunità”, sottolinea Cesetti.

Infatti, l’obiettivo della strategia è quello di sostenere il comparto di specializzazione produttiva dell’area, ma anche incoraggiare la diversificazione verso altri settori, supportare il settore agroalimentare e il settore turistico promuovendo l’integrazione con le filiere culturali, le produzioni artigianali e alimentari tipiche, creando un’offerta integrata costa-entroterra, potenziando e riqualificando le strutture ricettive, anche in chiave sostenibile e tecnologica.

Un focus particolare sarà dedicato ad accompagnare i processi di aggregazione tra le imprese, a promuovere l’innovazione tecnologica e digitale, a fornire al sistema delle piccole e medie imprese dell’area gli strumenti per migliorare gli scambi commerciali e l’internazionalizzazione.

Grazie alla nuova legge 181/89 il Ministero interverrà a favore degli investimenti di dimensione più cospicua, superiori a 1 milioni di euro, la Regione completerà “l’offerta” di strumenti agevolativi con misure di sostegno a progetti di investimento produttivo e di start up, a progetti di innovazione e di digitalizzazione dei processi produttivi di entità più ridotta,  e con misure di politica attiva per la formazione permanente e continua, per aiutare le imprese ad assumere i disoccupati e a stabilizzare i contratti precari.

Ora il prossimo passaggio è la firma dell’Accordo da parte di tutte le amministrazioni interessate e da quel momento sarà possibile la costruzione e l’emanazione dei bandi e degli avvisi, sia di parte nazionale che regionale.



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