Prezzi alle stelle in autostrada e nuovo record per il diesel
L’aumento dei carburanti torna a far discutere. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il prezzo medio della benzina self-service ha superato 1,70 euro al litro, mentre il diesel si attesta a 1,643 euro/litro. Ma il Codacons denuncia cifre ancora più alte sulle tratte autostradali, dove si registrano punte record fino a 2,349 euro al litro per la verde e 2,289 euro/litro per il gasolio, come nel caso di un impianto lungo la A21 Torino–Piacenza.
L’impatto degli aumenti e la stima del Codacons
Dal gennaio 2024, con l’entrata in vigore dell’aumento delle accise sul diesel di 4,05 centesimi al litro, i costi per i cittadini sono cresciuti sensibilmente. Calcolando anche l’IVA al 22%, il rincaro stimato è di 2,47 euro a pieno (50 litri), pari a circa 59 euro in più all’anno per i 16,6 milioni di veicoli diesel che circolano in Italia. Un peso non indifferente per famiglie e lavoratori che utilizzano quotidianamente l’auto per spostarsi.

Bolzano tra le province più care, Toscana la più conveniente
I dati MIMIT evidenziano forti disparità territoriali. Le province di Bolzano e Trento risultano le più care, con medie intorno a 1,760 euro al litro, mentre la Toscana si conferma tra le più convenienti, con valori medi di 1,685 euro/litro. Un quadro che mostra ancora una volta quanto le differenze locali incidano sulla spesa per i rifornimenti, anche in presenza di quotazioni petrolifere in calo.
Il Codacons chiede interventi urgenti al governo
Il Codacons ha chiesto al governo di monitorare con maggiore attenzione il comportamento delle compagnie e di intervenire per contenere le speculazioni. L’associazione chiede anche una trasparenza più chiara sui listini, in particolare negli impianti autostradali, dove i rincari sono più pesanti e meno giustificabili. “Non è accettabile – dichiara l’associazione – che, nonostante il calo del prezzo del greggio, gli automobilisti continuino a pagare cifre fuori controllo.”
Verso un autunno di rincari
Gli esperti del settore avvertono che, senza misure strutturali, i prezzi potrebbero restare elevati anche nei prossimi mesi, complice la volatilità del mercato energetico e l’impatto delle tensioni geopolitiche sui costi di trasporto. Un autunno, quindi, che rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata da pompa per milioni di italiani.












































