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Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, il sistema Moda cresce, ma c’è bisogno di più attenzione

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Luca Corinaldesi e Luca Casagrande

La pandemia, la guerra in Ucraina, la forte oscillazione dei prezzi energetici e la difficoltà negli approvvigionamenti di materie prime, hanno lasciato timori e ferite nelle imprese della moda che, pur avendo reagito, facendo registrare nel 2022 un fatturato di 107 miliardi di euro a livello paese, (+16% sul 2021 e +9% sul 2019, con 28 miliardi di saldo commerciale positivo), si trovano ancora a fronteggiare una situazione complessa.
In particolare a rischio è la micro imprenditoria che lavora conto terzi, schiacciata da costi fissi e difficoltà di reperimento di risorse e manodopera specializzata.
“Ci stiamo avviando all’inaugurazione della 103esima edizione del Pitti Uomo, la più importante rassegna al mondo di moda maschile che ospita le collezioni di 790 marchi per il 40% esteri, alla Fortezza da Basso di Firenze e la situazione è ancora molto articolata, quasi preoccupante” dichiarano Luca Corinaldesi e Luca Casagrande, presidente e responsabile della categoria Moda di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, “anche se, come sistema paese, nel comparto Moda siamo andati meglio di Francia e Germania. Il timore di una crisi permanente deve far riflettere sulle sfide da affrontare nell’immediato per riuscire a coniugare lo sviluppo con la sostenibilità sociale e ambientale, e aiutare le imprese ad essere sostenibili sui mercati”.

“Dobbiamo continuare a difendere in modo molto forte il nostro made in Italy”, prosegue Luca Corinaldesi, “e puntare sulla valorizzazione dell’export e del know-how delle microimprese del nostro territorio, supportandole in progetti di b2b che le facciano conoscere, le mettano in relazione e in grado di vendersi come filiera. In questo modo”, concludono Corinaldesi e Casagrande, “si tutela anche il saper fare dei distretti territoriali come quello del filottranese”.
L’Italia rappresenta il secondo esportatore al mondo di moda e il primo in Europa, e poter garantire la presenza delle nostre imprese anche nelle maggiori vetrine fieristiche deve rappresentare una priorità non solo per la nostra associazione ma per le politiche territoriali della nostra regione.

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