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Coronavirus, settore benessere: perdite per 27,8 milioni

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Il Segretario di Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli, pone l’accento sulle difficoltà che, tra i tanti settori, sta colpendo il comparto del Benessere.

Uno degli effetti negativi che si sovrappone ai mancati ricavi durante il lockdown, infatti, è rappresentato dall’allargamento dell’abusivismo nel settore del benessere. Il fenomeno del ‘sommerso’, oltre a rappresentare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari, soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria costituisce un pericolo per la salute delle persone.

Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato, il tasso di irregolarità in questi comparti è del 26,3%, rispetto alla media del 15,5% nel totale delle attività economiche ed è purtroppo in crescita senza che nessuno si adoperi per fermarlo. Si tratta di soggetti – precisa Barbara Tacconelli, Responsabile Area Benessere di Confartigianato Marche – che si improvvisano parrucchieri ed estetisti ma non ne posseggono i requisiti professionali e non rispettano le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività, tanto meno quelle nei confronti del pericolo del contagio.

Le imprese di acconciatura e dei centri estetici devono quindi poter riaprire al più presto, nel rispetto delle condizioni di sicurezza delineate nel documento approvato nei giorni scorsi dal Direttivo Nazionale di Confartigianato Benessere, in cui sono delineati i criteri di sicurezza per la riapertura delle attività.

In particolare – continua Tacconelli – Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura e i centri estetici, ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività, garantendo la sicurezza dei clienti, degli stessi imprenditori e dei loro dipendenti. Si tratta di misure organizzative e igienico-sanitarie che integrano sia le disposizioni emanate dal Governo per il contenimento del Covid-19 sia quanto già previsto dalle leggi di settore e dai Regolamenti regionali e comunali. Le condizioni indicate da Confartigianato Benessere prevedono, tra l’altro, lo svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento, il distanziamento delle postazioni, meccanismi di rotazione della clientela per limitarne la permanenza nei centri, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, sanificazione degli ambienti. Abbiamo a questo proposito chiesto alla Regione Marche, da ormai una settimana, la possibilità di riapertura seguendo tali linee guida severe a tutela della utenza ed insieme di chi vi lavora.

È necessario agire in fretta. Il Segretario Cippitelli evidenzia che, secondo le stime di Confartigianato, l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della prolungata chiusura e abusivismo causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica a livello nazionale di 1.078 milioni di euro nei mesi di marzo, aprile e maggio, pari al 18,1% del fatturato annuo, che è di 27,8 milioni di euro per le Marche. Pesanti anche le ripercussioni sull’occupazione per i mancati ricavi nonché per la minore capacità di pagamento di imposte tasse e tributi e contributi a carico della impresa verso Stato, Comuni e Regione.



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