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Crisi idrica, stabilita l’apertura del Pozzo Burano a Cagli

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Cagli

Crisi di approvvigionamento idrico, decisa l’apertura del Pozzo Burano situato nel territorio del Comune di Cagli.

Nel corso della riunione odierna del Comitato Provinciale di Protezione Civile è stata decisa l’apertura del Pozzo Burano situato nel territorio del Comune di Cagli (PU).

Il Comitato è stato convocato dal Servizio Protezione Civile della Regione Marche su richiesta dell’Ambito Territoriale Ottimale Marche Nord per fronteggiare la grave crisi di approvvigionamento idrico e fa seguito ad una serie di interventi già adottati.

L’organismo istituzionale preposto alla gestione delle emergenze è costituito dai Soggetti Istituzionali competenti per materia o per territorio: Prefettura di Pesaro Urbino, Posizione di Funzione Tutela delle Acque della Regione Marche e Posizione di Funzione Tutela del Territorio, Comune di Cagli ed altri comuni, ATO1, Soggetti gestori del Servizio Idrico Integrato, Autorità di Distretto.

La decisione dell’apertura del Pozzo Burano è stata portata all’Ordine del Giorno della riunione odierna per consentire alla Posizione di Funzione Tutela delle Acque di operare l’elaborazione e le prime valutazioni dei dati ricavati nel corso delle prove di portata avvenute nel corso del mese di ottobre 2020 integrate con misurazioni effettuate sul corso d’acqua dal Centro Funzionale del Servizio PC.

Sostanzialmente l’acquifero che alimenta il pozzo non risente delle aperture le quali avvengono solo in presenza di situazioni emergenziali certificate, dopo aver messo in campo altri interventi di ottimizzazione della risorsa e per periodi limitati nel tempo (alcune settimane).

Questi dati sono attualmente disponibili in continuo e in formato digitale grazie ai lavori di sostituzione della testa pozzo ultimati nel 2019 (realizzata da Marche Multiservizi) i quali hanno consentito di aggiornare tutta la sensoristica per l’acquisizione dei parametri utili al monitoraggio.

L’intervento adottato risponde ad una emergenza che deve essere affrontata con una programmazione di interventi in ordinario primo tra tutti il recupero delle volumetrie degli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle attraverso la rimozione dei detriti accumulati a ridosso degli sbarramenti.

 



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