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Donna anziana perseguitata dal figlio: arrestato il giovane dipendente dalla droga

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Si può solo immaginare lo stato di disperazione di una donna che è costretta dai continui atti persecutori del figlio a chiedere all’Autorità di Pubblica Sicurezza di diffidarlo da continuare a volerla contattare, a molestarla, a danneggiarle l’abitazione ed a compiere ogni forma di atto intimidatorio.

Già nello scorso mese di agosto si è data notizia dell’ammonimento irrogato dal Questore della provincia di Fermo nei confronti dell’uomo, ricordando, anche in quell’occasione, che dalla misura di prevenzione dell’ammonimento derivano serie conseguenze in capo al soggetto che la vìola: denuncia d’ufficio all’Autorità Giudiziaria, arresto in flagranza ed aumento della pena.

E la fiducia che la madre ha riposto nell’attività della Polizia di Stato richiedendo la misura ha permesso di tutelarne la salute e l’incolumità dall’escalation di violenza avvenuta negli ultimi due giorni.

Sì, perché in soli due giorni lo stalker ha violato per due volte la misura di prevenzione subendone, immediatamente, le conseguenze previste dalla legge per il tempestivo intervento degli operatori della Volante della Questura ai quali la donna ha affidato la propria sicurezza e la propria vita componendo subito il 112.

Il primo intervento degli equipaggi della Polizia di Stato la mattina di lunedì scorso quando il soggetto, in stato di elevata agitazione, dopo aver bussato insistentemente alla porta dell’abitazione della madre è stato raggiunto e bloccato dai poliziotti i quali, dopo averlo calmato, lo hanno accompagnato in Questura e denunciato d’ufficio all’Autorità Giudiziaria per il reato di atti persecutori previsto dall’art.612 bis del codice penale.

Ma anche questo secondo “monito” non ha sortito l’effetto di farlo desistere, di fargli comprendere la gravità dei suoi pericolosi comportamenti che turbavano la serenità della madre.

Ieri mattina, il secondo intervento a causa della presenza del soggetto davanti all’abitazione della donna alla porta della quale bussava con violenza, “ordinandole” di aprire la porta, minacciandola.

Anche questa volta il tempestivo intervento dei poliziotti della Volante ha evitato il peggio; giunti sul posto lo hanno raggiunto e gli hanno intimato di cessare i suoi atti pericolosi. L’uomo, anche questa volta notevolmente agitato, ha dapprima lanciato una bottiglia verso gli operatori, scagliandosi poi con violenza contro di loro con calci e pugni e provocando agli agenti lesioni sulla testa e sul collo, con conseguenze fisiche limitate per la professionalità dei poliziotti.

L’uomo, a fatica, è stato immobilizzato e sottoposto immediatamente a perquisizione personale che ha permesso di trovare, nel suo zaino, un paio di forbici, un cutter ed un coltello a serramanico, che sono stati sequestrati, oggetti che avrebbe potuto usare contro gli operatori e addirittura contro la madre per ottenere somme di denaro

Accompagnato in Questura, è stato tratto in arresto per la reiterata violazione della misura di prevenzione, per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per il porto illecito di oggetti atti ad offendere.

L’uomo è stato accompagnato presso la casa di reclusione di Fermo e giudicato dal Tribunale con rito direttissimo questa mattina.

Un altro caso che conferma la forza degli effetti della misura di prevenzione dell’ammonimento che devono far ricordare che è necessario segnalare subito le situazioni di pericolo per la propria incolumità causate da comportamenti vessatori al fine di consentire un intervento immediato della Polizia di Stato.

 

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