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Electrolux chiude Cerreto d’Esi: 1.700 esuberi in Italia

Electrolux chiude Cerreto d’Esi: 1.700 esuberi in Italia
Electrolux di Cerreto d'Esi

Tagli in tutto il Paese e stop allo stabilimento nelle Marche: sindacati in sciopero

Cerreto d’Esi – Electrolux annuncia la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un piano complessivo di circa 1.700 esuberi in Italia, pari a quasi il 40% della forza lavoro nazionale.

La decisione rientra in una strategia industriale che punta a ridurre la produzione diretta, spostando all’esterno le attività a minor valore aggiunto e concentrandosi sulla gestione del marchio.

Il sito marchigiano, in provincia di Ancona, è tra quelli destinati alla chiusura, mentre tagli sono previsti anche in altri stabilimenti del gruppo presenti sul territorio italiano.

Il piano industriale

Secondo quanto comunicato dall’azienda, la riorganizzazione prevede una revisione profonda del modello produttivo. L’obiettivo è alleggerire la componente manifatturiera interna, privilegiando funzioni considerate più strategiche.

Una scelta che si traduce, nei numeri, in una riduzione significativa dell’organico: su circa 4.500 dipendenti complessivi in Italia, quasi 1.700 risultano coinvolti dal piano.

La reazione dei sindacati

Immediata la risposta delle sigle metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm, che hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e indetto 8 ore di sciopero nazionale.

I sindacati chiedono il ritiro del piano e l’apertura di un confronto al ministero delle Imprese, sottolineando l’impatto occupazionale della decisione, in particolare nelle aree coinvolte dalla chiusura degli stabilimenti.

Il ruolo del governo

Dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy arriva, per ora, una posizione interlocutoria: il dicastero fa sapere di seguire la vicenda, senza indicare al momento interventi concreti o l’apertura di un tavolo ufficiale.