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Fermo, 255 milioni di investimenti della Regione nel territorio

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Superano i 255 milioni di euro gli investimenti che la Regione Marche ha effettuato nella provincia di Fermo dal 2015 al 2019.

A questo importo vanno aggiunti altri 38,2 milioni che verranno realizzati nel triennio 2020-2022. Il punto è stato fatto nel corso di una conferenza stampa indetta presso la Sala provinciale del capoluogo. Il presidente Luca Ceriscioli e l’assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Cesetti hanno “rendicontato” quanto realizzato, in termini di investimenti, nelle Marche e nel Fermano, nel corso della legislatura, alla presenza del presidente della Provincia Moira Canigola e del consigliere regionale Francesco Giacinti (presidente Prima Commissione consiliare permanente). 

“Le risorse assegnate sono state tante. Non solo hanno colmato il ritardo del Fermano, accumulato nei decenni precedenti, ma è avvenuto all’insegna dell’equità regionale e all’interno di una progettualità di rilancio che consenta al territorio di ripartire con determinazione”, hanno ribadito Ceriscioli e Cesetti. Le risorse regionali, ha evidenziato il presidente, “nella realtà del Fermano hanno una ricaduta significativa, che emerge ancor più se si valuta il rapporto pro capite. Sui fondi ordinari è paragonabile ha quanto ricevuto da Ancona e superiore ad altre province. Un’attenzione dovuta sicuramente alla necessità di recuperare un gap infrastrutturale innegabile, ma anche una scelta per porre Fermo all’avanguardia su alcuni servizi. Fra pochi anni sarà l’unica provincia ad avere tutti e due gli ospedali nuovi, sicuri, antisismici e di qualità, dentro ai quali sviluppare servizi altrettanto qualificati. Sappiamo come servizi, infrastrutture e connessioni siano alla base dello sviluppo economico. E qui c’è una necessità molto importante: l’area di crisi deve poggiare certamente sugli aiuti all’imprese, ma anche su infrastrutture che funzionano”. Concetti ribaditi, con forza, dall’assessore Cesetti.

“Credo che l’attuale governo regionale, in questi anni, abbia fatto molto per tutto il territorio regionale. Lo ha fatto anche per quello del Fermano che ha dovuto recuperare un arretramento. Ha ricevuto più fondi in questi anni che dal 1970 al 2015. È stato fatto all’insegna di un’equità regionale, in modo non sporadico, ma all’interno di una progettualità che avesse come obiettivo il rilancio del territorio”.  L’assessore ha portato degli esempi: “Pensiamo alla progettualità sanitaria. Qui è stata attuata, più che altrove, la riforma dell’organizzazione sanitaria. Finanziando il nuovo ospedale di Fermo abbiamo ottenuto un traguardo che racchiude il tema degli ospedali unici e della riconversione ospedaliera. Montegiorgio, di conseguenza, è stato riconvertito e poi finanziato con 4,1 milioni per l’efficientamento energetico. Senza tralasciare l’attenzione per le strutture sanitarie di Sant’Elpidio a Mare e Amandola, a servizio dell’area interna”. Cesetti ha quindi ricordato l’impegno della Regione per il riconoscimento dell’Area interna Alto Fermano e per quella di crisi complessa: “Non basta più finanziare solo le imprese manifatturiere, ma occorre esplorare nuove vie di sviluppo, come turismo, agroalimentare, cultura. Un nuovo sviluppo che devo poggiare su infrastrutture adeguate, che colmino le carenze presenti. Pensiamo alla prosecuzione della terza corsia almeno fino a Pedaso, alla Mare e Monti, alla Mezzina, al tema delle scogliere emerse. Consapevole della necessità di questa progettualità, la Regione ha messo in campo risorse: per questi interventi sono necessari 322 milioni.

La Regione ne ha già messi 153 nel bilancio e sono già cantierabili, come la circonvallazione di Amandola, la variante di Molini, le opere di adduzione al nuovo Ospedale”. Il consigliere Giacinti ha sottolineato che “la sensibilità della Regione verso i territori si evidenzia, oltre che dai numeri, dall’attenzione che riserva ai progetti strategici”. La presidente della Provincia ha parlato di “risorse importanti, per un territorio svantaggiato rispetto agli altri e necessarie per evitare che continui a rimanere indietro”.

Le Marche hanno beneficiato di 3 miliardi e 19 milioni d’interventi, tra investimenti pubblici (2 miliardi e 456 milioni, di cui 1 miliardo e 202 milioni per il sisma) e fondi europei (sviluppo regionale Fesr: 201 milioni; agricoltura Feasr 346,7 milioni: pesca Feamp 14,7 milioni). La ripartizione degli investimenti pubblici (al netto dei fondi per il terremoto) vedono 1 miliardo e 97 milioni per le connessioni (dalla banda larga alle ciclovie, dalle infrastrutture ferroviari ai porti, strade, trasporto pubblico locale e altro ancora), 1 miliardo e 115 milioni per l’edilizia e 244 milioni per la difesa del territorio. La ripartizione provinciale del totale delle somme impiegate vede il Fermano beneficiare di 255,2 milioni di euro: 78,4 milioni del sisma e 176,7 “ordinari”. Gli investimenti per le connessioni hanno beneficiato di 63,5 milioni (tra gli altri: 13,3 milioni banda ultra larga; 10,7 milioni ciclovie; 29,2 milioni strade; 5,3 milioni rinnovo dei mezzi ferroviari e 2,1 del parco automobilistico). Il settore dell’edilizia pubblica ha avuto 172,9 milioni di euro (di cui 5,9 residenziale; 93,8 sanitaria; 64,3 scolastica). Alla difesa del territorio sono andati 18,7 milioni (8,8 per la salvaguardia della costa; 9,9 per la prevenzione del rischio idrogeologico). Nel triennio 2020-2022 il Fermano potrà contare su altri 38,6 milioni: tra i principali investimenti previsti il nuovo ospedale di Fermo (30 milioni), la difesa costiera di Porto Sant’Elpidio (4,5 milioni), il palazzetto dello sport di Montegranaro (1,5 milioni).



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