Home Cultura

Fondazione Ermanno Casoli presenta l’opera d’arte MARSHY a Castelfidardo

0
CONDIVIDI
Fondazione Ermanno Casoli
MARSHY di Eugenio Tibaldi (Foto Lorenzo Morandi)

La Fondazione Ermanno Casoli presenta nella sede di EMF FIME a Castelfidardo (AN), MARSHY, l’opera d’arte ambientale site-specific permanente ideata da Eugenio Tibaldi, vincitore della XX edizione del Premio Ermanno Casoli 2022, uno dei più importanti riconoscimenti nel campo dell’arte contemporanea in Italia.

Il Presidente di Elica, Francesco Casoli, ha dichiarato: “Il premio Ermanno Casoli ha una lunga tradizione e in vent’anni ha rappresentato la trasformazione culturale e del fare impresa mettendo in contatto arte e innovazione. Il progetto MARSHY esprime questi valori e rinnova la capacità della Fondazione e dei suoi artisti di leggere il nostro tempo e interpretarne i principali fenomeni culturali e sociali attraverso opere che sensibilizzano e creano una coscienza comune, verso le principali sfide del nostro presente e del futuro”.

Dopo un periodo di residenza nelle Marche l’artista ha deciso di realizzare il suo progetto in EMC FIME, azienda del gruppo Elica, nell’area verde prospiciente gli stabilimenti di Castelfidardo (AN), coinvolgendo per la prima volta non solo i dipendenti di quella sede, ma tutto il mondo Elica che ha una piattaforma produttiva articolata in sette siti tra Italia, Polonia, Messico e Cina, con oltre 3.200 lavoratori.

MARSHY nasce dalla ricerca di Eugenio Tibaldi sul ruolo dello scarto nelle macro e micro economie. Il difetto e il conseguente tentativo di miglioramento sono visti dall’artista come parte dell’evoluzione, in una tensione volta al controllo, all’efficienza e alla precisione. Ma se eliminare il difetto è compito della competizione economica, della ricerca scientifica, dello sviluppo tecnologico, non è detto che sia lo stesso per quanto riguarda l’aspetto umano.

“MARSHY – dichiara Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli e curatore del Premio – è la metafora di un luogo di trasformazioni e mutamenti, il riflesso di un habitat primordiale in cui si genera la vita, ma è anche l’immagine di una comunità espansa e variegata che convive all’interno di un nuovo ecosistema, in cui la diversità fra gli elementi rappresenta il valore più prezioso, che si apre al dialogo con lo spazio circostante attraverso la complessità delle sue componenti”.

MARSHY, termine che in inglese si riferisce ad un ambiente palustre, è una monumentale installazione permanente e site-specific collocata dall’artista in un terreno posto tra due stabilimenti fino a poco tempo fa concorrenti e la strada provinciale Jesina. Uno spazio di confine non utile alla produzione e alla mobilità, eppure molto evocativo, soprattutto se si considera la sua posizione tra i due stabilimenti, il rapporto con l’adiacente strada provinciale e la vista che da questa posizione si gode sul centro storico di Castelfidardo.

L’opera si presenta come uno specchio d’acqua di forma circolare del diametro di 12 metri, con tre passerelle che indicano tre direzioni nello spazio e si riferiscono ad altrettante componenti, individuate dall’artista, come caratteristiche del territorio in esame: la natura, la storia e l’industria.

Emerge dall’acqua una vegetazione caratteristica di un ambiente palustre: arbusti, bambù, fiori, popolata da una colonia di 200 volatili; il tutto costruito interamente attraverso il riutilizzo degli scarti della produzione aziendale e il coinvolgimento in vari modi di tutti i dipendenti del gruppo Elica.

La scelta della palude non è casuale: solitamente considerata come un territorio conteso tra terra ed acqua, zona liminare e complessa, essa rappresenta un’anomalia del paesaggio, ritenuta poco utile, non adatta agli insediamenti a meno di non essere prima bonificata, di fatto sempre “scartata”. Eppure le paludi presentano uno dei più alti tassi di biodiversità al mondo, risultando fondamentali nei processi evolutivi e per la sopravvivenza dell’ecosistema generale.

Con MARSHY Eugenio Tibaldi intende aggiungere un nuovo tassello alla sua pluriennale ricerca sul confine ricreando uno spazio ispirato al più marginale degli ambienti naturali. Un luogo di sospensione in cui ogni definizione di ciò che vediamo e proviamo è allo stesso tempo rassicurante e fuorviante, per questo capace di accogliere una molteplicità di letture. Un luogo in cui il reale non è chiamato in causa e lo si può comprendere solo attraverso la percezione di ogni individuo, nell’esperienza immersiva dell’attraversamento, dove i messaggi si incrociano e si accavallano rispondendo alle personali esperienze culturali del pubblico.

Completa l’installazione un inserto sonoro che richiama alla mente il canto degli uccelli, ideato dall’artista con il musicista Andrea Naspi e realizzato con la fisarmonica grazie alla collaborazione con la storica azienda di Castelfidardo Pigini Fisarmoniche.

Una scelta che sottolinea ulteriormente lo strettissimo legame di questa opera d’arte con il territorio, rafforzata dall’inserimento della sua inaugurazione tra i principali eventi del programma del PIF (Premio Internazionale Fisarmonica), in programma a Castelfidardo da mercoledì 28 settembre a domenica 2 ottobre 2022.

VISITE ALL’OPERA:

DURANTE IL PIF: Da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre 2022, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, sarà possibile visitare l’installazione prenotando al numero di telefono +39 345 6420254 o scrivendo a [email protected]

DAL 3 OTTOBRE 2022 PREVIA PRENOTAZIONE AL NUMERO 071-72041

—-

Eugenio Tibaldi, nato ad Alba 1977, vive e lavora a Torino. Attraverso lo studio del margine attiva una dinamica processuale che applicata alla ricerca artistica, permette l’emersione di estetiche alternative. Ha lavorato su Istanbul, Napoli, il Cairo, Roma, Salonicco, Berlino, Verona, l’Avana, Bucarest, Torino, Caracas, Bruxelles, Tirana, Addis Abeba. Fra le esposizioni si ricordano: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, (2007), Manifesta 7, Bolzano (2008), Museo Madre, Napoli (2010), XII Biennale de L’Avana (2015), Palazzo del Quirinale (2017), IIC new York (2017), Museo MAXXI, Roma (2018), Biennale di Venezia, Padiglione Cuba (2019), Museo del 900 Milano (2019), Galleria Nazionale di Roma (2020). Sue opere sono esposte in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

La Fondazione Ermanno Casoli (FEC), nata nel 2007 in memoria di Ermanno Casoli (Fabriano, 1928 – 1978) fondatore di Elica – azienda leader mondiale nella produzione di cappe ad uso domestico e principale sostenitrice della FEC – promuove iniziative in cui l’arte contemporanea diventa uno strumento didattico e metodologico capace di migliorare gli ambienti di lavoro e di innescare processi innovativi, ponendosi come obiettivo quello di favorire il rapporto tra il mondo dell’arte e quello delle aziende. Pioniera nell’indagare le potenzialità del dialogo fra arte e industria, la FEC si è affermata in Italia come modello di riferimento all’avanguardia nel campo della formazione aziendale attraverso l’arte contemporanea, proponendo attività sempre più strutturate e specializzate, in grado di far interagire questi due mondi nel rispetto dei reciproci obiettivi.

Il Premio Ermanno Casoli è concepito come una commissione che la Fondazione affida, di edizione in edizione, a un artista per realizzare un’opera d’arte permanente in un’azienda del gruppo, con la partecipazione attiva delle persone che ci lavorano. Il Premio viene attribuito a quegli artisti che nella loro ricerca mostrano una particolare sensibilità e attenzione ai temi sociali e politici, in cui la relazione e la condivisione del lavoro diventano elementi essenziali della progettazione, prevedendo un periodo più o meno lungo di residenza nelle aziende coinvolte.

Elica, attiva nel mercato sin dagli anni Settanta, è l’azienda leader globale nella produzione di cappe e piani aspiranti da cucina ed europeo nella realizzazione di motori elettrici per elettrodomestici e per caldaie da riscaldamento. Presieduta da Francesco Casoli e guidata da Giulio Cocci, ha una piattaforma produttiva articolata in sette siti tra Italia, Polonia, Messico e Cina, con oltre 3.200 dipendenti. Lunga esperienza nel settore, grande attenzione al design, ricercatezza dei materiali e tecnologie avanzate che garantiscono massima efficienza e riduzione dei consumi, sono gli elementi che contraddistinguono il Gruppo Elica sul mercato e che hanno consentito all’azienda di rivoluzionare l’immagine tradizionale delle cappe da cucina: non più semplici accessori ma oggetti dal design unico in grado di migliorare la qualità della vita.

L’azienda EMC FIME, ha oltre quarant’anni di esperienza nella progettazione, produzione e vendita di motori elettrici e ventilatori per i mercati del riscaldamento, della ventilazione e degli elettrodomestici. EMC FIME è partner affidabile dei maggiori gruppi industriali, ed è in grado di offrire, lavorando in co-design e co-progettazione con il cliente, soluzioni su misura e tecnologicamente avanzate. EMC FIME si impegna in ricerca e sperimentazione per offrire prodotti sempre più innovativi, efficienti e sostenibili.

Loading...